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IL POLITOLOGO

Isis, Sartori: "Siamo in guerra, l'Occidente deve reagire"

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PALERMO. «Da mille anni i musulmani vivono in India e non si sono integrati. Perchè dovrebbe andare diversamente qui da noi?». Giovanni Sartori, probabilmente il più noto tra i politologi italiani, invita a sgombrare il campo dalle pie illusioni. Troppo alto il rischio: «Se l'Occidente continua a fare l'idiota, se non reagisce, perde! - esclama il professore fiorentino, che il 13 maggio dello scorso anno ha compiuto 91 anni - Siamo in guerra e bisogna agire di conseguenza».

«Siamo in guerra». Ma chi l'ha dichiarata?
«Un Islam fermo e dormiente s'è risvegliato. Due nemici che dormono non si combattono, ma ora non è più così. La civiltà occidentale è passata da società agricola a industriale, fino a quella dei servizi. La società musulmana non ha mai fatto questo salto, loro sono rimasti all'economia del suq. Persino in Turchia, che è il più occidentalizzato dei Paesi islamici, ritroviamo il mercato di sempre. Il suq, appunto».

Distanze incolmabili, a tal punto da vanificare qualunque politica dell'accoglienza?
«Per forza. I monoteismi non si possono integrare. Se si svegliano e anche uno solo si scalda, si combattono. Pretendere che gli dei siano due o più, tentare di imporre questa visione, fa esplodere il conflitto. E si tenga conto che l'Islam non ha mai accettato la Dichiarazione dei diritti dell'uomo!».

Molti parlano di Islam moderato, europeo. Ma esiste davvero?
«Forse, europeo e moderato lo è qualche islamico che ormai è ricchissimo e vive a Parigi o Londra. Si tratta, però, di numeri piccolissimi. Ininfluenti. Non esiste come forza politica, anche se esistono musulmani che sono buoni francesi o buoni italiani. Solo alcuni "maître à penser", quattro gatti, possono fare soldi dicendo che l'Islam può essere occidentalizzato. Una sciocchezza mai vista, negata dall'evidenza storica. E dalla logica. Perchè, ripeto, due monoteismi non possono coesistere».

Meglio chiudere le porte ai migranti, quindi?
«Di recente, ho scritto un editoriale per spiegare come assorbire questi flussi. Io propongo che vengano dati loro tutti i diritti, tranne quello di voto perchè diversamente ci ritroveremo un partito islamico che tra cinquant'anni avrà la maggioranza e pretenderà di fare dell'Italia una Repubblica islamica».

Gli sbarchi continuano, intanto. Che si fa?
«Bisogna fermarli, con ogni mezzo. Sia chiaro, i migranti sono le vittime. Questi flussi, però, possono essere usati per infiltrare di terroristi l'Occidente. Basterebbero un paio di azioni militari in mare per impedire che qualcuno paghi 2 mila dollari per le traversate».

Scenari da trincea. O no?
«Siamo nella peggiore delle trincee. Esistono cinque gradini di conflitto, ma questo è il più atroce poiché la tecnologia consente ora l'uso di gas e liquidi, strumenti di distruzione di massa che sono terrorizzanti. Finora, la guerra era stata combattuta con altri strumenti e per di più da eserciti regolari. Questa, invece, è condotta da gente disposta persino a farsi esplodere...».

Le "bombe umane" sono realmente il pericolo maggiore di questo nuovo millennio?
«Siamo arrivati in un tempo in cui la guerra tecnologica è capace di sterminio. Non parliamo solo di esplosivi. In fondo, basta un fanatico armato di bottiglietta per inquinare l'acqua di New York e provocare milioni di morti».

La Libia brucia e l'Isis dilaga. A pochi passi dalla Sicilia, dall'Italia, i terroristi si moltiplicano: stando alle stime di alcuni analisti, adesso i miliziani dell'orrore sono almeno 10 mila. Si può credere ai nostri ministri di Esteri e Difesa che continuano a escludere un intervento militare in Nord Africa?
«I nostri ministri vengono dal nulla e non sanno nulla. Competentissimi solo quando si parla di occupazione di poltrone, ma in realtà non dovrebbero neppure esistere perchè la nostra Costituzione vieta il mandato imperativo. Loro, invece, sono bravi unicamente a farsi eleggere da qualcuno».

Protestanti contro cattolici nel Cinquecento e Seicento, sciiti contro sunniti adesso. Corsi e ricorsi storici, come affermano alcuni studiosi, o il parallelo è improprio?
«Parallelo assurdo. Le guerre di religione tra cattolici e protestanti in Europa sono durate due secoli, ma proprio quelle hanno prodotto la laicizzazione del mondo occidentale. Terribili i massacri provocati dalle Chiese, però è finita lì e oggi queste divisioni non hanno più senso. Gli islamici, invece, continuano ad ammazzarsi. Difficile, comunque, parlare di scontro tra sunniti e sciiti perchè i primi sono il 90 per cento della popolazione islamica. In quei Paesi, in realtà, il vero potere è nelle mani dei clan tribali e gli equilibri si reggono su questo. Bisognerebbe spiegarlo agli americani che, purtroppo, non capiscono proprio nulla».

Tra al-Qaeda e Isis, uno "Stato" di differenza. Salto di qualità per noi fatale, nella sfida lanciata dai terroristi?
«Stiamo notando un’evoluzione sempre più accentuata dell'ideologia terroristica. Assistiamo a un’intensità di ferocia, ad esempio nei confronti delle donne, che è davvero terribile. L'Islam, comunque, resta sempre lo stesso: nelle Filippine esistono gruppi jihadisti che fanno esattamente come i loro affini in Siria. Non parliamo, però, di Stato. Lo Stato Islamico non esiste. Sono assassini che puntano al Sultanato e, intanto, si combattono tra loro per vedere alla fine chi prevarrà».

Il suo ultimo saggio, pubblicato dalla Mondadori, s'intitola "La corsa verso il nulla". Niente varchi per l'ottimismo?
«Ripeto: se non reagisce, l'Occidente perde. Per adesso, purtroppo, si sta facendo scalzare con l'aiuto di certa sinistra islamofila che ha sostituito il buon Marx con questa idea di volere integrare il vero Islam. Roba che farebbe rivoltare Marx nella tomba!».

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