Venerdì, 30 Ottobre 2020
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MESSICO

Cattura del Chapo, il signore della droga sarà estradato negli Stati Uniti

CITTA' DEL MESSICO. Le autorità messicane hanno avviato formalmente il processo di estradizione del signore della droga Joaquin 'El Chapò Guzman verso gli Stati Uniti. L'avvio della procedura è stata notificata dall'Interpol a Guzman nella prigione di massima sicurezza di Altipiano, in cui è detenuto dopo essere stato ricatturato venerdì sei mesi dopo essere fuggito attraverso un tunnel dallo stesso penitenziario. L'avvocato di El Chapo, Juan Pablo Badillo, ha detto che la difesa ha già depositato sei mozioni per annullare le richieste di estradizione.

Nel frattempo continua a fare scalpore il caso dell'intervista segreta rilasciata a Sean Penn. Lo scorso 2 ottobre, mentre in tutto il mondo si dava la caccia a Joaquin 'El Chapò Guzman, il più potente narcotrafficante del globo in fuga dopo la seconda evasione da un carcere di massima sicurezza, l'attore e regista premio Oscar Sean Penn lo incontrava in gran segreto per un'intervista esclusiva pubblicata in queste ore dalla rivista americana Rolling Stone. Un 'colpò che ha lasciato di stucco le autorità messicane, che adesso vogliono sentire Sean Penn e l'attrice Kate del Castillo, colei che ha reso possibile l'intervista e l'ha realizzata insieme con Penn. Penn e del Castillo sono indagati.

Le autorità messicane vogliono sapere tutto: ogni passo di quel rapporto speciale che legava la 43enne attrice messicana al boss del cartello di Sinaloa, nato da uno scambio di tweet nel 2012 e diventato un patto di fiducia tale da indurre il megatrafficante a concedere l'intervista, a ricevere i due in un luogo segreto nel cuore della giungla, certamente una delle tappe nella latitanza durata dall'evasione a luglio fino alla cattura nei giorni scorsi. Un incontro gestito al massimo livello di segretezza, con dettagli degni di un film di genere, ma che alla fine avrebbe aiutato le autorità messicane a scovare El Chapo e a rimettergli le manette. In Messico sono determinati a fare massima chiarezza. Mentre Washington si infuria per il tono con cui il narcotrafficante racconta le sue gesta nella «cosiddetta intervista»: «Il modo spocchioso con cui parla di quanta eroina fa circolare nel mondo, compresi gli Stati Uniti, fa andare su tutte le furie», ha detto il chief of staff della Casa Bianca Denis McDonough intervistato dalla Cnn. Interpellato poi nello specifico sul ruolo di Sean Penn e sulla sua posizione, McDonough non si è sbilanciato ma ha osservato che la situazione «solleva diversi quesiti interessanti per lui e per gli altri coinvolti».

Già prima dello scoop di Sean Penn e all'indomani della cattura di El Chapo, Usa e Messico erano tornati a parlarsi sul destino del narcotrafficante, per il quale a più riprese Washington aveva richiesto l'estradizione in Usa. Adesso, dopo rigide resistenze, il Messico sembra disposto a considerare le richieste americane, con la possibilità che El Chapo venga processato negli Stati Uniti in tribunali federali e per almeno sette rinvii a giudizio per accuse di traffico di droga e omicidio. Gli occhi però al momento restano tutti puntati sull'incredibile incontro tra Sean Penn e il barone della droga messicano, durato sette ore e avvenuto in una zona della giungla nello Stato messicano di Durango, al confine con Sinaloa, ha raccontato lo stesso Penn alla rivista Rolling Stone che ha pubblicato la sua intervista esclusiva con tanto di foto della loro stretta di mano. I due hanno «mangiato, bevuto e parlato» circondati dalle guardie del corpo del boss per sette lunghe ore.

Penn ha riferito anche del livello di 'sicurezzà imposto all'operazione, rivelando che durante la preparazione dell'intervista era costretto «a usare telefonini una sola volta e poi bruciarli, indirizzi e-mail anonimi, messaggi criptati». Ciononostante l'attore era convinto di essere pedinato: «Sono convinto che la Dea (l'agenzia anti-droga americana) e le autorità messicane seguissero ogni mio movimento in Messico. Fin dal momento in cui sono atterrato, sono diventato sospettoso di tutto». Penn e El Chapo si sarebbero dovuti rivedere ma poi l'appuntamento è saltato perchè l'esercito messicano aveva intensificato le ricerche del boss proprio nella zona in cui era avvenuto il primo incontro. L'intervista è stata finita al telefono e con un video in cui El Chapo risponde alle domande che Penn gli aveva rivolto.(

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