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POLIZIA

Scoperta una cellula jihadista in Italia, arrestati quattro estremisti islamici

Secondo le accuse i coinvolti avevano pubblicato sul web una serie di foto in cui erano ritratti con le armi in pugno i kosovari arrestati oggi

ROMA. E' caccia all'uomo, in Kosovo, dove due sospetti terroristi sono ricercati perché accusati di far parte della cellula jihadista, attiva anche in Italia, stroncata dalla Polizia di Brescia e da quella kosovara. Un'operazione antiterrorismo che ha portato all'individuazione di quattro estremisti islamici, tre in Italia e uno in Kosovo. Quest'ultimo, Samet Imishti (44 anni), considerato la mente dell'organizzazione terroristica, e' stato arrestato a Hani I Elezit, nell'est del Paese. Il fratello Ismail è stato invece bloccato in un appartamento di Chiari, nel Bresciano: gli investigatori ritengono che fosse quella la base italiana della cellula. L'uomo è stato espulso.

Sono un centinaio finora le persone arrestate in Kosovo con l'accusa di terrorismo. Secondo fonti della polizia, sarebbero circa 300 i cittadini kosovari che combattono a fianco delle formazioni jihadiste dell'Isis in Siria e Iraq; circa 50 sarebbero stati finora uccisi. Ma anche una ventina di giovani ragazze kosovare hanno sposato la causa dell'Isis.

I motivi che spingono i giovani kosovari a unirsi al cosiddetto stato islamico sono innanzitutto la poverta', le precarie condizioni sociali, oltre agli influssi dell'islam radicale. Per la legge la partecipazione a conflitti armati fuori dal Kosovo e' ritenuta un reato punibile con pene fra cinque e 15 anni di carcere. Fonti di intelligence straniere hanno riferito che almeno 120 combattenti kosovari sono tornati dalla Siria, con seri pericoli per la sicurezza e il rischio di attacchi terroristici in Kosovo e nel resto dei Balcani.

Tra i rimpatriati vi sarebbero due figure di spicco della galassia terroristica kosovara: Lavdrim Muhaxheri e Aqif Axhami, per i quali esiste un mandato di cattura internazionale. Il nome del primo ricorre anche nelle carte dell'inchiesta di Brescia: secondo la Digos è il "principale riferimento dei combattenti provenienti dal quadrante balcanico" e i quattro kosovari fermati nel corso del blitz di oggi sarebbero stati in qualche modo in contatto con lui. Il Kosovo e' in una lista con altri paesi dei Balcani facenti parte della coalizione internazionale ai quali l'Isis ha promesso guerra aperta: fra gli altri Albania, Croazia, Macedonia, Serbia. Dopo gli attacchi di Parigi e le ripetute minacce dell'Isis, in Kosovo sono state notevolmente rafforzate le misure di controllo e sicurezza nelle citta', ai confini, all'aeroporto di Pristina.

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