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Disastro aereo nel Sinai, la versione dei servizi russi: "Atto terroristico"

Aereo russo, terrorismo, Sicilia, Mondo
I resti dell'aereo russo nel Sinai

MOSCA. È stato un atto terroristico a causare la catastrofe dell'Airbus russo nei cieli del Sinai: lo ha riferito il capo dei servizi segreti russi (Fsb), Aleksandr Bortnikov, a Putin. Lo riporta la Tass. Bortnikov ha riferito dei risultati dell'inchiesta durante una riunione al Cremlino ieri in tarda serata dopo il ritorno di Putin dal G20 in Turchia. Alla riunione hanno partecipato il ministro della Difesa Serghiei Shoigu, il direttore dell'Fsb Aleksandr Bortnikov, il capo di stato maggiore delle forze armate russe Valeri Gherasimov, il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, e il direttore del servizio di sicurezza all'estero, Mikhail Fradkov.

È stata l'esplosione di un ordigno artigianale a bordo dell'aereo a causare la tragedia dell'Airbus russo nel Sinai. Lo sostiene il capo dei servizi segreti russi, Aleksandr Bortnikov, precisando che sono state trovate tracce di esplosivo di produzione straniera sui frammenti dell'aereo e che la bomba aveva una potenza fino a 1,5 kg di tritolo.

I servizi segreti russi (Fsb) promettono 50 milioni di dollari a chi fornisca «informazioni che favoriscano l'arresto dei criminali» colpevoli della tragedia dell'Airbus russo nei cieli del Sinai. Lo riferiscono i media citando il centro di comunicazioni pubbliche dell'Fsb.

 I responsabili del disastro aereo nel Sinai saranno scovati «ovunque si nascondano» e puniti: lo ha promesso Vladimir Putin dopo che i servizi segreti russi hanno rivelato che a causare la tragedia è stata una bomba. Putin ha sottolineato che Mosca conta sul sostegno dei partner internazionali nella ricerca dei criminali.

«Li cercheremo dappertutto, dovunque si nascondano, li troveremo in ogni posto del mondo e li puniremo», ha dichiarato Putin. Il leader del Cremlino ha quindi affermato che «non è la prima volta che la Russia affronta barbari crimini terroristici, spesso senza alcun motivo visibile esterno o interno come è stato nel caso dell'esplosione nella stazione di Volgograd alla fine del 2013».  «Non abbiamo dimenticato nulla e nessuno - ha proseguito Putin -, l'uccisione di nostri cittadini nel Sinai è uno dei più sanguinosi crimini come numero di vittime: non asciugheremo le lacrime dalla nostra anima e dal nostro cuore, ciò che è successo rimarrà con noi per sempre, ma - ha ribadito il leader russo - non ci impedirà di trovare e punire i criminali».

 I raid aerei russi contro i jihadisti in Siria devono essere intensificati «affinchè i criminali capiscano che il castigo è inevitabile»: lo ha dichiarato Putin dopo che i servizi segreti russi hanno rivelato che a causare la tragedia dell'Airbus russo nel Sinai è stata una bomba.  «L'attività bellica dell'aviazione in Siria - ha detto Putin - non deve essere solo continuata: deve essere rafforzata, affinchè i criminali capiscano che il castigo è inevitabile. Chiedo al ministero della Difesa e allo stato maggiore generale di fornire proposte in tal senso. Controllerò come va il lavoro».

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