Giovedì, 26 Novembre 2020
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OREGON

Sparatoria in un college americano, almeno 15 vittime e 20 feriti. Il killer "è stato netraulizzato"

NEW YORK. L'ennesima strage in un campus universitario americano. Stavolta è il turno dell'Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, dove al termine di una sparatoria si contano a terra dai 10 ai 15 morti, oltre a una ventina di feriti, di cui alcuni in gravi condizioni.

Quasi tutte le vitime sono studenti, colti di sorpresa mentre stavano facendo lezione in classe. Non c'è al momento alcuna conferma ufficiale, ma il killer - secondo le prime indiscrezioni - sarebbe un giovane sui 20 anni, forse un ragazzo che frequentava lo stesso campus. Sarebbe stato fermato dopo essere stato neutralizzato dagli agenti intervenuti tempestivamente sul posto. Non si conoscono le sue condizioni, ma alcune voci parlano della possibile morte del ragazzo, non si sa se colpito dalla polizia o suicidatosi.

Il sospetto è che si tratti di una nuova tragedia annunciata, visto che chi ha sparato avrebbe annunciato ieri su internet il suo piano. Un copione già visto in molti altri casi. Il killer sarebbe quindi entrato in più di una classe sparando all'impazzata. Immediatamente il terrore è andato in scena sui social media, con alcuni degli studenti che durante la sparatoria hanno cominciato a twittare. "O mio Dio, stanno sparando", è il tweet di Kayla Marie. "Gli studenti stanno fuggendo ovunque, mio Dio'", scrive ancora la giovane nei primi minuti della tragedia. Poi un altro tweet: "Ciao. Sto bene. Fisicamente. Ci stanno portando via dal campus con il bus".

Così l'America fa ancora una volta i conti con l'impressionante scia di sangue provocata nel corso degli anni di tanti assassinii di massa: dal massacro della Columbine School a quello del campus di Virginia Tech, dalla strage di bambini della Sandy Hook Elementary School alla carneficina nel cinema di Aurora. Il presidente Barack Obama, la cui stretta sulla vendita delle armi da fuoco è stata boicottata dal Congresso grazie al pressing della potente lobby della Nra (National Rifle Association) è stato immediatamente informato: "Affrontare il nodo della violenza delle armi da fuoco resta la sua priorità", ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, poco dopo la duffusione della notizia sulla nuova sanguinosa sparatoria.

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