Domenica, 29 Novembre 2020
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DOPO UN SAFARI

Il cacciatore di Cecil: "Se sapevo l'importanza, non l'avrei ucciso"

MINNEAPOLIS. Il dentista americano con la passione per la caccia grossa che ha ucciso il leone Cecil in Zimbabwe ha detto di avere agito legalmente, sottolineando però che se avesse saputo che il felino era così importante per il paese non l'avrebbe colpito: intervistato dall'agenzia Ap e dal Minneapolis Star Tribune, Walter Palmer, ha inoltre annunciato che tornerà al lavoro domani dopo un'assenza di oltre un mese dovuta alle dure critiche seguite al suo safari in Africa. «Lo Zimbabwe è sempre stato per me un Paese meraviglioso in cui andare a caccia ed io ho sempre rispettato le leggi», ha detto Palmer, ma ha precisato: «Se avessi saputo che questo leone aveva un nome ed era importante per il Paese o uno studio, naturalmente non l'avrei ucciso». Il dentista ha poi aggiunto che «nessuno nel nostro gruppo di caccia sapeva, prima o dopo, il nome di questo leone». Come è noto, Cecil - ucciso con arco e freccia - era molto conosciuto nel Parco Nazionale Hwange ed aveva un collare con un gps poichè faceva parte di uno studio dell'Università di Oxford sui leoni. Palmer ha negato inoltre che Cecil, dopo essere stato raggiunto da una prima freccia abbia vagato ferito per 40 ore nel parco prima di essere finito con un colpo di fucile: il leone, ha detto il dentista, è stato trovato il giorno dopo ed è stato ucciso con un altro colpo di freccia.

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