Martedì, 01 Dicembre 2020
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AREE DI PELLEGRINAGGIO

In India arrivano le zone "no selfie" per evitare tragedie

Lo stesso Shinde ha ricordato che «ci vogliono fra 30 secondi ed un minuto per realizzare un selfie. Ma il problema è che nel fare questo la gente si ferma e dimentica le centinaia di migliaia di persone che continuano ad avanzare

NEW DELHI. Per evitare il ripetersi di tragedie, comuni in India durante le cerimonie di massa, in cui decine di persone vengono calpestate dalla folla, le autorità preposte all'organizzazione del 'Kumbh Melà (pellegrinaggio per l'immersione nel fiume sacro) di Nashik, nello Stato centrale di Maharashtra, hanno imposto una rigorosa zona 'no selfie'.

Lo riferisce il quotidiano The Indian Express. Per la prima volta quest'anno, quindi, intorno ai ghat a Nashik e Trimbakeshwar, lungo il fiume sacro Godavari, sono apparsi vistosi cartelloni e striscioni con l'immagine di un
selfie inserito in un simbolo stradale rosso di divieto. La misura restrittiva è stata introdotta come risultato di uno studio sul terreno realizzato per un mese dai volontari della ong Kumbhathon.  Il presidente di questa ong, Sandip Shinde, ha confermato che durante la ricerca «i nostri volontari hanno verificato che sono molte le persone che si fermano per prendere selfie. E che non esitano a scalare luoghi pericolosi per fotografarsi».

Lo stesso Shinde ha ricordato che «ci vogliono fra 30 secondi ed un minuto per realizzare un selfie. Ma il problema è che nel fare questo la gente si ferma e dimentica le centinaia di migliaia di persone che continuano ad avanzare per giungere al fiume sacro ed immergersi, aumentando così il rischio di tragedie».

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