Domenica, 15 Settembre 2019
GOVERNO CINESE

Insulta Mao in un video privato, "sarà punito" noto presentatore Tv

PECHINO. Uno dei più noti presentatori televisivi cinesi, Bi Fujian, verrà «severamente punito» per aver sfottuto Mao Zedong, il fondatore della Repubblica popolare cinese. Lo afferma oggi il Quotidiano del Popolo, secondo il quale «funzionari» dello Stato hanno «ordinato» alla China Central Television (Cctv) di punire il presentatore colpevole di «serie violazioni della disciplina politica».

Le considerazioni offensive su Mao sono state fatte da Bi Fujian in un video diffuso su internet e probabilmente girato nel corso di una festa privata. Bi, conosciuto soprattutto per il suo programma Star Boulevard, avrebbe tra l'altro definito «figlio di p?» il fondatore della Repubblica.

Il video di 76 secondi mostra Bi Fujian, conduttore della China Central Television (Cctv), assieme a degli amici in un ristorante mentre intona alcune canzoni di propaganda, come 'La strategia per catturare la tigre della montagna'. Nelle immagini, uno degli altri commensali batte il ritmo sul tavolo con le bacchette. Cantanto, Bi ha inserito commenti sarcastici riferiti al movimento comunista cinese, come pure al suo ex leader. Il file è stato caricato su Sina Weibo, una popolare piattaforma di social media cinese, il 6 aprile e si è diffuso rapidamente prima di essere censurato. «Quanto male ci ha portato Mao, questo figlio di una [imprecazione]!», dice Bi dopo aver terminato una canzone intitolata 'Il presidente del Partito Comunista Mao'.

Nell'ambiente politico cinese, rigidamente controllato, è sorprendente che una personalità di spicco come Bi Fujian possa farsi beffe del comunismo. Bi potrebbe non aver previsto che quel video, registrato da uno sconosciuto con un cellulare, venisse reso pubblico. La data del video è sconosciuta.

 

I commenti degli utenti del web sono divisi tra chi approva le critiche e chi le ritiene eccessive. Il giudizio ufficiale rimane quello espresso dall'iniziatore delle riforme Deng Xiaoping secondo il quale il «regno» di Mao fu «positivo al 70% e negativo al 30%».

Mao è riconosciuto come il leader che ha unificato la Cina dopo l'occupazione giapponese, ma è criticato per i suoi eccessi come la Rivoluzione culturale.

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