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Putin dice no all'attività delle Ong "non gradite": firmata una legge

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Vladimir Putin - Russia. Stipendio annuo: 136.000 dollari

MOSCA.  La Russia d'ora in poi potrà limitare o vietare del tutto l'attività di ong e associazioni straniere o internazionali che riterrà «non gradite», nel cui novero figurano anche diverse che tutelano i diritti umani: il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato la legge, che attribuisce alla procura generale, con il benestare del ministero degli Esteri, di dichiarare «non gradita» una ong considerata «una minaccia alle basi del regime costituzionale, alla capacità difensiva del Paese o alla sicurezza statale».

Una definizione molto ampia che, secondo molti analisti, può facilmente prestarsi a interpretazioni politiche e diventare un nuovo strumento in mano al Cremlino per reprimere o mettere a tacere voci di critica o dissenso. Il provvedimento, battezzato dalla stampa la «legge sui gruppi indesiderabili», il 19 maggio è stato approvato dalla Duma - ampiamente controllata dal putiniano Russia Unita e alleati - in terza lettura con 440 sì, un no e un astenuto e poi dal Senato.

Il provvedimento si somma con quello sugli «agenti stranieri», denominazione di stampo staliniano che le ong finanziate dall'estero e impegnate in attività politica, devono assumere.  In base alla nuova normativa, quando un gruppo è riconosciuto come «indesiderabile» sulla base di una decisione della procura generale, del ministero della giustizia e dell'interno, le autorità possono sequestrare i suoi conti nelle banche russe e le sue proprietà nel Paese.

All'organizzazione «sgradita» verrà anche vietato di aprire uffici e filiali in Russia, raccogliere donazioni e distribuire materiale di propaganda, mentre i suoi membri saranno banditi dal Paese. Rischio multe e detenzione sino a 8 anni anche per i cittadini russi che collaborano con questi gruppi. Contro il provvedimento hanno già tuonato Human Rights Watch e Amnesty International.

Di recente nelle maglie della legge sugli «agenti stranieri» su richiesta della magistratura è caduta anche l'ong Transparency International, impegnata nella lotta alla corruzione, che ha però annunciato ricorso. Nella lista degli agenti stranieri sono finite Memorial, dedita alla difesa dei diritti umani, ma anche Agorà, Verdict public, Avvocati per la libertà e i diritti costituzionali (Jurix) e il gruppo per la difesa dell'ambiente Ekozachita.

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