Giovedì, 21 Gennaio 2021
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L'OSSERVATORIO

Siria, Ondus: più di 50 civili uccisi sotto i raid della coalizione anti-Isis

BEIRUT. È di almeno 50 civili uccisi, tra cui una dozzina di minori, il bilancio - non verificabile in maniera indipendente - di bombardamenti aerei compiuti nelle ultime 24 ore dalla Coalizione anti-Isis, guidata dagli Usa, a Birmahle, nel nord della Siria, in un'area vicino a Kobane-Ayn Arab, zona a ridosso della frontiera turca e a maggioranza curda. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

Secondo gli attivisti, il raid della coalizione formata per combattere lo Stato islamico ha provocato anche almeno 13 dispersi. Il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman, ha spiegato che sono in corso combattimenti tra milizie curde e ribelli contro i jihadisti dell’Isis a circa due chilometri da Bermhale, ma il villaggio è «abitato solo dai civili. Non ci sono postazioni dell’Is, né combattimenti». «Non un solo combattente dell’Is è stato ucciso in raid su Bermhale», ha precisato Rahman.

Nel frattempo la Turchia fa sapere che inizierà ad addestrare ed equipaggiare i ribelli siriani il prossimo sabato. Alla prima fase parteciperà un gruppo di 300 ribelli e altrettanti si uniranno al programma in un secondo momento. I ribelli addestrati andranno poi a combattere sia contro i militanti dello Stato islamico sia contro le forze governative. Giovedì il Daily News riportava che 123 soldati Usa erano arrivati in Turchia per addestrare i ribelli siriani, assieme ad armi trasferite alla base aerea di Incirlik Airbase, nella provincia meridionale di Adana. Il giornale specificava che 83 militari americani erano stati dispiegati in quella stessa base, mentre altri 40, tutti membri delle forze speciali, si trovano in una base militare nella provincia centrale di Kirsehir. La situazione in Siria rimane al momento molto instabile su tutti i fronti. E si assiste a un’avanzata del fronte jihadista di Al Nusra che rimane attestato nella zona di Idlib, nell’ovest del Paese.

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