Mercoledì, 27 Gennaio 2021
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ARMATO DI RASOIO

Corea del Sud, ambasciatore Usa ferito da attivista di Pyongyang

Mark Lippert è stato trasportato in ospedale con gli abiti sporchi di sangue

SEUL. Momenti di paura a Seul dove questa mattina l'ambasciatore americano in Corea del Sud è stato ferito in un attacco compiuto da un uomo armato di un rasoio, mentre stava per prendere parte a un evento pubblico. Mark Lippert è stato subito trasportato in ospedale per gli immediati soccorsi: in base a immagini e foto diffuse dai media locali, il diplomatico aveva gli abiti sporchi di sangue, forse per le ferite alla testa e al polso. Lo stesso Dipartimento di Stato Usa ha fatto sapere che le sue condizioni non sono gravi. La casa Bianca ha reso noto che il presidente Obama lo ha chiamato per sincerarsi sulla sua salute. L'aggressore, arrestato e identificato col generico cognome Kim era già stato condannato nel luglio 2010 per aver lanciato un pezzo di cemento contro l'ambasciatore giapponese a Seul.

Oltre a frasi favorevoli alla riunificazione della Corea, l'uomo ha gridato la sua opposizione contro le manovre militari Usa-Corea Sud cominciate questa settimana e che andranno avanti, in fasi diverse, per quasi due mesi. Lippert, 42 anni, era stato nominato ambasciatore lo scorso anno e sua moglie ha dato alla luce un figlio proprio in Corea del Sud. Tra i suoi precedenti incarichi c'è quello di assistente segretario alla Difesa per gli affari asiatici.

 L'uomo che ha aggredito e ferito in mattinata con un coltello l'ambasciatore americano a Seul, Mark Lippert, è un attivista sudcoreano pro-Pyongyang. Lo riferisce l'agenzia Yonhap citando fonti della polizia che ha proceduto al suo immediato arresto. L'aggressore si chiama Kim Ki-jong e ha 55 anni. Lippert avrebbe dovuto partecipare a una conferenza sui rapporti intercoreani e sugli scenari della riunificazione quando è stato aggredito, verso le 7.40 locali (quasi mezzanotte in Italia) con un lungo coltello. La lama affilata, lunga 25 centimetri, gli ha procurato una serie di ferite a polso, dita e soprattutto alla guancia destra, dove gli sono stati applicati un'ottantina di punti di sutura, secondo i media sudcoreani. L'ambasciatore, sanguinante, è stato ricoverato in un vicino ospedale, ha riferito la polizia, che ha proceduto all'arresto immediato di Kim.

L'evento, nel centro di Seul, era presidiato da una trentina di agenti che, tuttavia, non hanno proceduto ai controlli dei partecipanti. Il dipartimento di Stato degli Usa ha riferito che le ferite, anche se profonde, non minacciavano la vita del diplomatico che ha ricevuto anche una telefonata del presidente Barack Obama. Testimoni hanno riferito che Kim, proveniente da dietro, ha spinto Lippert sul tavolo cominciando ad affondare i colpi. È la prima volta che un ambasciatore americano è il target di un attacco in Corea del Sud. Kim, ed è la cosa che farà più discutere, è stato l'autore del primo assalto mai fatto nel paese contro contro un diplomatico straniero. A luglio del 2010, infatti, il bersaglio fu l'ambasciatore giapponese Toshinori Shigeie, contro il quale scagliò pezzi di cemento. Il gesto gli costò una pena detentiva, con la condizionale.

Fonti di intelligence della Corea del Sud hanno riferito che Kim aveva visitato il Nord per sei volte tra il 2006 e il 2007, avendo anche tentato di costruire un memoriale dedicato al «caro leader» Kim Jong-il, deceduto a fine 2011, nel centro di Seul. Lippert, in carica da ottobre 2014, è il più giovane ambasciatore degli Stati Uniti mai nominato a Seul grazie ai suoi 42 anni. In precedenza è stato assistente segretario alla Difesa per gli affari della sicurezza dell'Asia e del Pacifico dal 2011 al 2012. È stato anche il capo della segreteria dell'ex segretario alla Difesa, Chuck Hagel.

La presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, ha duramente condannato l'aggressione di questa mattina, ad opera di attivista di 55 anni pro-Pyongyang, contro l'ambasciatore americano Mark Lippert, definendolo un attacco all'alleanza bilaterale che non può essere tollerato. «L'ultimo incidente non è solo un atto di violenza fisica all'ambasciatore degli Usa a Seul, ma anche un attacco all'alleanza tra i due Paesi che non può essere perdonato», ha riferito il segretario presidenziale per gli affari esteri, Ju Chul-ki.

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