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Marò, la Corte indiana discuterà il permesso a Latorre

Dopo la nuova istanza presentata dall'Italia, udienza fissata a lunedì prossimo 

NEW DELHI. La Corte suprema indiana ha accettato oggi di discutere lunedì prossimo una nuova istanza presentata dall'Italia per una estensione del permesso concesso al fuciliere di Marina Massimiliano Latorre di curarsi in Italia per le conseguenze dell'ictus subito a settembre.

La vicenda è anche sotto i riflettori dell'Onu a New York. Il portavoce Stephane Dujarric non ha nascosto che il segretario generale Ban Ki-moon "è preoccupato" per le "tensioni" tra Italia e India e auspica il raggiungimento di una "soluzione ragionevole e reciprocamente accettabile". Aggiungendo che Ban "teme che la vicenda possa avere implicazioni per gli sforzi comuni e la collaborazione sulla pace e la sicurezza internazionale, comprese le operazioni antipirateria".

Ieri Latorre è stato visitato al Policlinico di San Donato Milanese dal ministro della Difesa Roberta Pinotti. La visita, a quanto si appreso, è stata strettamente riservata. Il conto alla rovescia per i quattro mesi di permesso concessi in settembre per permettere al militare di seguire un percorso di cure stanno volgendo al termine (il termine è la mezzanotte di lunedì 12 gennaio). Ma l'intervento che si è reso necessario per rimuovere la possibile causa dell'ischemia che lo ha colpito ha proposto uno scenario diverso e posto nuove priorità.

E' per questo che, dopo le difficoltà incontrate in dicembre, il team legale che assiste il sottufficiale italiano ha messo a punto un'istanza (petition) per sollecitare alla Corte Suprema un prolungamento della sua permanenza in Italia. Si tratterebbe di un documento sobrio, contenente il quadro clinico del paziente e le valutazioni dei medici, come base per una richiesta di altro tempo per la convalescenza di Latorre in famiglia. L'istanza, a differenza di quelle presentate in dicembre, non farà riferimenti allo spinoso tema della giurisdizione.

Altro particolare: non sarebbero state fatte richieste temporali specifiche ma si lascerà al tribunale la libertà di fissare la durata dell'eventuale nuovo permesso, nella speranza ovviamente che sia sufficientemente ampio per garantire una guarigione del paziente e permettere ai governi di Delhi e Roma di riflettere sul da farsi. In assenza di dichiarazioni e commenti ufficiali, una fonte che ha chiesto di non essere identificata ha detto all'ANSA che "si tratta di una fase difficile, ed è evidente che i prossimi giorni saranno carichi di tensione".

C'è l'auspicio che la Corte Suprema sia sensibile alla nuova istanza e contribuisca ad evitare che si arrivi ad una prova di forza che nuocerebbe alle relazioni italo-indiane. I due governi si sono scambiati messaggi di amicizia e di volontà di trovare una soluzione consensuale. Un obiettivo, si fa notare, che potrebbe essere perseguito proprio durante la nuova tregua che dovrebbe concedere il massimo tribunale indiano. L'evoluzione della situazione è seguita attentamente anche dal Partito del Congresso, ora all'opposizione, sotto il cui governo nel 2012 scoppiò la crisi legata alla morte di due pescatori al largo del Kerala.

Al riguardo Rashid Alvi, fino al 2013 portavoce della formazione politica presieduta da Sonia Gandhi, ha sostenuto che "il governo deve agire contro l'Italia: dovrebbe mettergli pressione per il ritorno in India di Latorre in modo che i due possano presto andare a processo". Ma l'attuale segretario responsabile dell'ufficio media del Congresso ha detto oggi all'ANSA che "le parole di Alvi sono a titolo personale e non rappresentano il Partito, che ha fissato in passato la sua posizione".

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