Martedì, 07 Febbraio 2023
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Torna il bonus benzina da 200 euro: a chi spetta e come richiederlo

Torna il bonus benzina, con il via libera da parte del consiglio dei Ministri lo scorso 10 gennaio. Previsti duecento euro a benzina ad ogni lavoratore e sarà in vigore almeno fino a marzo. Come è successo nel 2022, sarà possibile fare domanda sulla piattaforma messa a disposizione dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli. Le istanze riguardano le spese agevolabili sostenute in un determinato periodo come una sorta di parziale rimborso.

Bonus benzina, cos'è

Il bonus benzina era stato introdotto dal decreto Aiuti e lo stanziamento per il 2022 è pari a 497 milioni di euro. È un contributo messo in campo dal governo per i lavoratori del settore privato. L'articolo 2 del decreto legge 21/2022, convertito con modificazioni dalla legge 20 maggio 2022, n. 512 (c.d. decreto Ucraina bis), prevede un buono del valore massimo di 200 euro esente sia da contributi che da imposte. La novità più importante introdotta dalle modifiche appena approvate riguarda la cessione del bonus che potrà avvenire a qualsiasi titolo e non solo gratuitamente. Il credito di imposta per il bonus benzina era pari al 28% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante impiegato su mezzi di categoria Euro 5 o superiore.

La nota del consiglio dei Ministri

Recita la nota di fine Cdm che "nel periodo gennaio-marzo 2023, il valore dei buoni benzina ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel limite di euro 200 per lavoratore, non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente". Si proroga dunque l'iniziativa che era stata adottata nella scorsa primavera, con il decreto Ucraina-bis. Con esso si prevedeva, per il periodo d'imposta 2022, che i datori di lavoro privati potessero erogare ai propri lavoratori dipendenti buoni benzina, o titoli analoghi, esclusi da imposizione fiscale per un ammontare massimo di 200 euro per lavoratore.

A chi spetta il bonus benzina

Possono beneficiare del bonus benzina le imprese di autotrasporto di merci per conto terzi con sede o stabile organizzazione in Italia. Possono accedere al beneficio i datori di lavoro privati; il documento di prassi chiarisce che rientrano nell’ambito di applicazione anche i soggetti che non svolgono un’attività commerciale e i lavoratori autonomi, sempre che dispongano di propri dipendenti. Sono invece escluse dall’agevolazione le amministrazioni pubbliche. Il credito d’imposta sarà attribuito fino all’esaurimento delle risorse in base all’ordine cronologico di presentazione delle richieste e nel rispetto dei limiti del Registro nazionale degli Aiuti di Stato. Il contributo riconosciuto è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite presentazione del modello F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. La misura è cumulabile con altre agevolazioni dello stesso tipo, purché non venga superato il totale delle spese sostenute, e non concorre alla formazione di reddito d’impresa.

Come presentare la domanda

Come avvenuto in passato, ci sarà la piattaforma dell’Agenzia delle Dogane. Occorre essere in possesso delle credenziali Spid, Cns oppure Cie. Fatta autenticazione si può procedere con l’istanza, unica per ciascuna azienda. È prevista l’autodichiarazione della qualità di società di trasporto merci.

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