Martedì, 28 Marzo 2023
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L'ANNUNCIO

Il governo alzerà il tetto dei pagamenti in contante: ecco perché, chi è contrario e come nasce il limite

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Secondo il presidente del Consiglio Giorgia Meloni non c'è nessun nesso tra i limiti all’utilizzo del contante e l’evasione fiscale, per questo il governo innalzerà il tetto attuale, che oltretutto, a giudizio di Palazzo Chigi, penalizza i più poveri. È la premier Giorgia Meloni ad annunciare la svolta, dopo che la Lega in mattinata aveva depositato una proposta di legge che porta la soglia a 10 mila euro. Meloni conferma le intenzioni della sua maggioranza nella replica in Senato, citando le parole di un ex ministro dell’Economia del Pd: «Ci sono Paesi in cui il limite non c’è e l’evasione è bassissima, sono parole di Piercarlo Padoan ministro dei governi Renzi e Gentiloni».

Fino a fine 2020 si poteva pagare in contanti fino a 3.000 euro. Questa soglia è scesa a 2.000 euro per il 2021, che sarebbero dovuti diventare 1.000 a partire dal 2022 se non fosse intervenuto il decreto Milleproroghe che ha posticipato la scadenza di un anno.

L’opposizione insorge: da Giuseppe Conte, per il M5S, che grida al ritorno delle valigette di contanti, al Pd che lo considera un aiuto agli evasori, al terzo polo di Carlo Calenda secondo cui «è una stupidaggine». E tutti ricordano che è stato uno studio di Bankitalia a collegare l’uso del contante all’economia sommersa. Ottimiste invece le associazioni dei commercianti, che vedono un’opportunità: usare di più il cash potrebbe addirittura incentivare i consumi e quindi stimolare l’economia.

L’Italia è uno dei 17 Paesi europei ad aver stabilito un limite ai pagamenti in contanti, fissando una soglia a 2.000, che dall’anno prossimo scenderebbe a 1.000 se non si intervenisse. Cosa che invece il governo farà, già con la prossima manovra di bilancio, ha detto il senatore di FdI Giovanbattista Fazzolari.

Gli altri dieci Paesi Ue non hanno alcun limite, e tra questi ci sono Germania e Austria. Una situazione che, spiega Meloni, «rischia di non favorire la nostra competitività». Del resto, Bruxelles, sebbene a favore di tetti bassi, aveva proposto di uniformare i limiti partendo da una soglia di 10 mila euro, per convincere anche quei Paesi che attualmente hanno tetti molto alti o nessun limite. «Alzare il tetto di spesa in denaro contante dagli attuali 2 mila a 10 mila euro è una proposta di buonsenso della Lega, in linea col programma del centrodestra e con altri Paesi europei: meno burocrazia, più libertà», ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

L’opposizione però non è d’accordo: «È una proposta che non condividiamo in alcun modo, è in totale controtendenza con quanto deciso in questi anni in Italia e in gran parte dei Paesi europei per ridurre progressivamente l’uso del contante e spingere la tracciabilità dei pagamenti e la lotta all’economia sommersa», ha detto Antonio Misiani, responsabile economico del Pd. Secondo Conte invece alzare il tetto del contante significa «premiare chi va in giro a fare pagamenti con 10 mila euro di banconote in una valigetta», e non sono persone povere, perché quelle «di solito non vanno in giro con 10 mila euro in contanti in tasca».

Il tema, su cui insistono le opposizioni, esiste. La correlazione fra utilizzo del contante ed economia sommersa è stata più volte richiama dalla Uif, l’Unità di informazione finanziaria presso la Banca d’Italia che si occupa di riciclaggio e finanziamento al terrorismo. La Uif monitora anche l'uso del contante (nel primo semestre 2022 cresciuto a 116 miliardi di euro) e riceve le segnalazioni da banche e poste se un singolo soggetto supera la soglia di 10 mila euro mensili di prelievi e versamenti. In uno studio di qualche mese fa, assieme alla Banca d’Italia, incrociando le banche dati pubbliche si dimostrava l’esistenza del «nesso di causalità fra movimentazione contante» e sommerso. In quella ricerca, denominata «Pecunia Olet», si sottolineava come l’economia sommersa è «cresciuta anche a seguito dell’innalzamento della soglia di uso del contante da 1.000 a 3.000 euro, in vigore dal 2016 con l’obiettivo di sostenere la domanda». E lo studio concludeva affermando che «le restrizioni all’uso del contante possono essere efficaci nel contrasto all’evasione fiscale».

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