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Precari senza stipendio nei Comuni siciliani: dalla Regione non sono arrivati i soldi

Sicilia, Economia
Palazzo d'Orleans

Il meccanismo si è bloccato mesi fa. Ma la speranza che dall’impasse si uscisse in fretta si è fatta miraggio ai primi di agosto, quando le dimissioni del presidente Nello Musumeci hanno mandato la Regione Siciliana al voto, paralizzando o quasi l’attività amministrativa. È così che i Comuni sono rimasti senza i soldi per pagare i precari e il personale stabilizzato: la delibera che doveva stanziare i fondi è rimasta nel limbo dell’agenda di governo.

Da giorni nei Comuni di tutta la Sicilia sta montando la protesta. Perché di fronte ai ritardi nel pagamento degli stipendi, i sindaci hanno rivelato ai sindacati che difficilmente le buste paga arriveranno in fretta. Il motivo è proprio che la Regione non ha erogato il budget previsto per legge.

E qui, per capire l’entità del problema, bisogna fare un passo indietro. Negli ultimi 10 anni la Regione ha garantito la cosiddetta uscita dal bacino del precariato agli Lsu in servizio nei Comuni. Almeno 10 mila persone, su un bacino di circa 16 mila, hanno trovato così il posto fisso. Decisivo l’impegno di Palazzo d’Orleans a garantire ai sindaci l’80% del budget necessario al costo del personale, sia precario che stabilizzato.

È un budget che complessivamente vale oltre 150 milioni, almeno la metà dei quali doveva arrivare all’inizio dell’estate. Invece la giunta è prima rimasta bloccata dal ritardo dell’accordo con lo Stato che doveva garantire le risorse per completare la Finanziaria e poi è riuscita a portare all’Ars la manovra correttiva appena pochi giorni prima delle dimissioni di Musumeci.
A quel punto la delibera di giunta che doveva trasferire le risorse ai Comuni è rimasta un appuntamento in agenda non svirgolato.

Il risultato però è che i sindaci si sono trovati senza fondi e di fronte alle sempre più pressanti richieste dei sindacati negli ultimi giorni hanno «girato» alla Regione le responsabilità del mancato pagamento degli stipendi.

Alla Regione però allargano le braccia. Dall’assessorato al Bilancio, guidato dal candidato di Azione e Italia Viva Gaetano Armao, fanno sapere che già il 4 agosto è stata spedita alla giunta la bozza di delibera per stanziare i soldi in favore dei sindaci. Ma da allora, a dimissioni di Musumeci già avvenute, non c’è stato modo di mettere il timbro della giunta sull’atto.

In realtà qualche riunione del governo c’è stata fra l’immediato post dimissioni di Musumeci e questi ultimi giorni ma il via libera ai fondi per i sindaci non è mai arrivato. «Servirà quindi una nuova riunione del governo. Possibile anche in questa fase pre-elettorale visto che si tratta di approvare un atto dovuto di ordinaria amministrazione» ribadiscono all’Economia.

Ad aumentare il pressing è stato anche l’assessorato agli Enti Locali, guidato dal forzista (non candidato) Marco Zambuto, che già dal 18 luglio ha chiesto alla giunta di approvare in fretta il rifinanziamento del cosiddetto «Fondo per garantire i percorsi di stabilizzazione e le misure di fuoriuscita dei soggetti titolari di contratto di lavoro subordinato ai sensi dell’articolo 3 della legge regionale 27/2016». Per di più l’assessorato alle Autonomie locali ha fatto presente che rispetto al budget tradizionale quest’anno servirebbero 150 mila euro in più.

Di fronte all’impasse in cui è piombata la giunta in questa fase pre-elettorale i sindacati ieri hanno alzato la voce. I precari degli enti locali sono rappresentati in larga parte dalla sigla autonoma Movimento Giovani Lavoratori (oggi associata al Csa), che da giorni è in pressing sull’assessorato agli Enti Locali per chiedere un’accelerazione delle procedure: «A noi non interessa di chi siano le responsabilità. E non ci interessa neppure che governo e Parlamento siano in ordinaria amministrazione per via delle elezioni anticipate. Ciò che preme è che siano erogate al più presto ai sindaci le somme per pagare i nostri stipendi. Non ci sembra che stiamo chiedendo un grosso sacrificio alla politica» ha detto ieri Massimo Bontempo, componente della segreteria regionale dipartimento Politiche Attive del Lavoro e del Precariato nella Pubblica Amministrazione del Csa/Ral.

 

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