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EDILIZIA

Superbonus, i commercialisti: sbloccare i crediti fiscali per le imprese

Sicilia, Economia
Nicola La Barbera, presidente dell’ordine dei commercialisti di Palermo

Approvati nella notte alcuni emendamenti al Dl aiuti che promettono di sbloccare i crediti da cedere con il superbonus edilizio. Un lavoro richiesto dalle associazioni di categoria che avevano lanciato all’allarme sulla mancanza di liquidità di molte imprese. Sarò possibile accedere ad una quarta cessione per le partite Iva. “Queste modifiche al Superbonus vanno finalmente nella direzione giusta: aiutare le aziende a concludere i lavori avviati e a programmare in serenità quelli futuri", dichiara, Erica Mazzetti, Deputata di Forza Italia, che spiega: "Il maggior numero di cessioni, ora tre, alle quali si aggiunge la quarta di banche a propri correntisti con partita IVA, la rimozione di ogni limite di data per le comunicazioni all'Ade e la frazionabilità su base annuale dei crediti sono un pacchetto di modifiche per agevolare il circuito del credito, che rischiava di fermarsi con drammatiche conseguenze per imprese e cittadini".  "Le norme approvate a valle di un lungo braccio di ferro con il Governo”, aggiungono i deputati del M5s, “sono un atto dovuto nei confronti delle decine di migliaia di imprese e lavoratori messi in ginocchio dalle recenti modifiche normative. Serviva però più coraggio sul tema della responsabilità correlata ai crediti ceduti, individuando - come proposto da noi - un meccanismo per cui la responsabilità per eventuali irregolarità correlate al crediti non cadano sul cessionario.

Sui superbonus è inutile andare avanti “a colpi di emendamenti su emendamenti a seconda del vento parlamentare”. Sostiene, invece, Nicola La Barbera, presidente dell’ordine dei commercialisti di Palermo che così commenta le nuove proposte di modifica inserite in alcuni emendamenti approvati ieri notte nelle commissioni parlamentari contenuti nel Dl aiuti e che dovrebbero approdare lunedì in aula. “La quarta cessione alle partite iva delle pmi non serve se già oggi le banche non riescono a chiudere accordi con le grandi imprese”, sostiene La Barbera commentando le ultime modifiche. “Ci sono troppi nodi ancora aperti: occorre dare certezza del credito a chi acquista dopo, visto l’ulteriore istruttoria del proprio advisor, ed occorre permettere il riporto delle eccedenze del credito rispetto all'anno di riferimento”. “Oggi l'obiettivo primario è sbloccare gli oltre 5 miliardi già nei cassetti fiscali e poi il Governo e le forze politiche devo comunicare con serietà istituzionale se le proroghe già in essere dei bonus sono "reali" oppure se la volontà è di fermare per il futuro il tutto come ormai evidente a tutti gli operatori del settore. In detto ambito la certezza del diritto è fondamentale per una credibilità del sistema paese e per i milioni di italiani che attorno al bonus edilizi stanno ponendo a rischio il loro futuro”. “Occorre un immediato tavolo tecnico tra Mef-Agenzia Entrate e Abi dove si individuano e sciolgono i veri nodi e poi si fanno le norme necessarie”, conclude il commercialista palermitano.

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