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Smart working al Sud, fondi per 35 piccoli comuni siciliani: ecco quali

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Bandi da un milione di euro per i borghi sotto i 5 mila abitanti: sono 35 i piccoli comuni siciliani che hanno vinto la gara e si aggiudicano il finanziamento. Le somme rientrano nell’ambito dei fondi del Pnrr e sono legati al progetto dell’associazione South Working, che ha sviluppato un’idea di promozione sociale, che ha studiato, e continua a studiare, il fenomeno generato dalla pandemia: il lavoro agile al Sud.

Il caso studio è stato proprio il borgo di Castelbuono, dove 190 ragazzi sono tornati, e rimasti, a lavorare grazie anche alle strutture messe loro a disposizione. Di questi il 95% è effettivamente originario del paese, il 5%, invece, proviene da fuori, segno della potenziale interesse che porta in dote questo progetto.

«Il bando del ministero della Cultura - ha spiegato Mario Mirabile, vicepresidente esecutivo e fondatore dell’associazione South working - era rivolto a quei borghi soggetti a spopolamento e sotto la soglia dei 5 mila abitanti. Un modo per farli rivivere e dare la possibilità ai tantissimi giovani del sud Italia di rimanere a casa loro».

Ma il concetto, in realtà, è molto distante dal lavorare da casa: i soldi dei bandi, infatti, dovranno essere investiti nella rigenerazione e promozione di spazi dismessi, per renderli, poi, fruibili per i lavoratori smart: «L’idea è la riappropriazione di questi spazi - dice Mirabile - la comunità in generale, non soltanto i lavoratori, potranno e dovranno usufruire di questi ambienti riqualificati. Questi piccoli centri dovranno diventare dei veri e propri poli attrattativi».

I comuni siciliani, però, sono riusciti ad ottenere anche più delle somme stanziate inizialmente. Infatti, per loro era prevista la possibilità di partecipare insieme e non solo singolarmente, unendosi fino ad un massimo di 3 comuni, la cui somma, però, doveva essere sempre inferiore ai 5 mila abitanti. Risultato, aumento dei fondi fino ad massimo del 30% in più; così, ad esempio, i comuni di Casalvecchio Siculo, Antillo e Limina, in provincia di Messina, hanno ricevuto 2 milioni e cinquecento mila euro. Ancora, i comuni di Sant’Angelo Muxaro, Giancaxio e Santa Elisabetta, nell’agrigentino, hanno ricevuto 2 milioni e settecento mila euro.

Ecco i comuni siciliani che hanno beneficiato dei fondi: Alcara Li Fusi, San Marco D’Alunzio, Santa Lucia del Mela, Bivona, Calamonaci, San Mauro Castelverde, Castel di Lucio, Pettineo, Motta d’Affermo, Sant’Angelo Muxaro, Joppolo Giancaxio, Santa Elisabetta, Buscemi, Casalvecchio Siculo, Antillo, Limina, Ustica, Polizzi Generosa, Gratteri, Tusa, Santo Stefano Quisquina, San Biagio Platani, Assoro, Ventimiglia di Sicilia, Mezzojuso, Novara di Sicilia, Roccavaldina, Villafrati, Ucria, Raccuja, Floresta, Poggioreale, Isnello, Tripi, Bisacquino.

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