Martedì, 05 Luglio 2022
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Carburanti alle stelle, cosa sono le accise che il Governo vuole tagliare: una riguarda la Sicilia

Tagliare le accise sui carburanti di 15 centesimi per due mesi. È una delle misure che il Governo sarebbe in procinto di varare all'interno del cosiddetto decreto Taglia-prezzi per diminuire nell'immediato il costo del carburanti.

Una misura per dare una mano subito a famiglie e imprese, ma che si prospetta a tempo, 60 giorni appunto, in attesa di osservare le evoluzioni del mercato e del conflitto in Ucraina che sta determinando l'aumento del prezzo di benzina e gasolio.

In particolare Draghi sta ragionando su un meccanismo di "accisa mobile", che era già stato introdotto con la Finanziaria del 2007, che consente di destinare al taglio delle accise gli incassi Iva non previsti perché legati proprio a un aumento dei carburanti. La norma potrebbe anche essere applicata, direttamente, con decreto ministeriale, perché è ancora in vigore, ma prevede interventi trimestrali: al momento i calcoli dell'extragettito sono ancora in corso e si starebbe valutando questo abbattimento di 15 centesimi.

Cosa sono le accise

Al di là delle misure economiche, va intanto spiegato cosa siano le accise. La definizione del dizionario è: "Tributo indiretto a riscossione mediata che si applica a determinati beni (per es., carburanti, elettricità, alcolici, sigarette, fiammiferi) al momento della produzione o della vendita, e viene pagato dal produttore o dal commerciante trasferendone l'onere sul consumatore, cioè includendolo nel prezzo di vendita".

Tasse, dunque, sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Quella che più pesa sugli italiani è ovviamente quella sui carburanti e sono state introdotte gradualmente già a partire dagli anni Trenta.

In Italia sono soggetti ad accise, oltre ai carburanti, anche alcool e bevande alcoliche, fiammiferi, tabacchi lavorati, energia elettrica, gas metano, oli lubrificanti.

Quali sono le accise sui carburanti in Italia

Sono decine le accise introdotte nel corso degli ultimi 90 anni dai vari Governi italiani sul prezzo dei carburanti. Una riguarda anche la Sicilia, ovvero quella sul terremoto del Belice del 15 gennaio 1968 e pesa 0,00516 euro sul costo di benzina e gasolio. Ma ce ne sono anche moltissime altre: Guerra in Etiopia (1935-1936), Finanziamento supporto crisi di Suez (1956), Ricostruzione alluvione di Firenze (1966), Ricostruzione terremoto del Belice (1968), Ricostruzione terremoto del Friuli (1976), Ricostruzione terremoto dell’Irpinia (1980), Finanziamento missione Onu in Libano (1982), Finanziamento missione Onu in Bosnia (1996), Rinnovo contratto autoferrotranvieri (2004), Acquisto autobus ecologici (2005), Ricostruzione terremoto de L’Aquila (2009), Finanziamento alla cultura (2011), Finanziamento crisi migratoria libica (2011), Ricostruzione alluvione Toscana e Liguria (2011), Finanziamento decreto “Salva Italia” (2011), Finanziamento ricostruzione terremoto Emilia (2012), Finanziamento “Bonus gestori” (2014), Finanziamento “Decreto fare” (2014).

Quanto pesano le accise sul costo dei carburanti

Le accise, secondo le rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico, pesano quasi il 40% sul costo di benzina e diesel, a queste va aggiunta l’Iva al 22%.

Questo il dato diffuso dal Mise sulla "costruzione" del prezzo dei carburanti aggiornata al 14 marzo:

– Benzina: 2.184,58 euro di cui 728,40 (accisa), 393,94 (Iva) e 1.062,24 (netto);

– Gasolio auto: 2.154,63 euro di cui 617,40 (accisa), 388,54 (Iva) e 1.148,69 (netto);

– Gpl: 870,67 euro di cui 147,27 (accisa), 157,01 (Iva) e 566,39 (netto).

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