Martedì, 27 Settembre 2022
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PRIVACY

Il Garante: vietato notificare la multa stradale sulla pec del professionista

Stop alle notifiche di multe stradali tramite pec ai professionisti, se il loro indirizzo di posta elettronica certificata non appare come strettamente personale. E non si può considerare tale quello assegnato dall’Ordine di appartenenza: occorre proteggere la privacy del destinatario dal rischio che della sanzione vengano a conoscenza altre persone che lavorano con lui e che verosimilmente possono accedere alla sua casella pec professionale. Lo ha stabilito il Garante della privacy.  Più precisamente, lo stop riguarda le notifiche a caselle individuate con ricerche massive - lanciate sulla base del codice fiscale dell’intestatario del veicolo - sull’elenco pubblico Ini-Pec (l’Indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti), spiega Il Sole 24 Ore. Al momento, questo è l’unico elenco realmente disponibile, tra quelli previsti dalla normativa in vigore (l’articolo 3 del Dm Interno del 18 dicembre 2017). La ricerca massiva nell’Ini-Pec consente solo di individuare una casella riferibile al destinatario. Ma secondo il Garante occorre anche valutare, caso per caso, se tale casella è di esclusivo uso personale oppure accessibile anche ad altre persone, cui il titolare consente di consultarla per motivi di lavoro.

È possibile che una casella attribuita dall’Ordine rientri proprio in quest’ultimo caso. Perciò, nell’impossibilità di conoscere le abitudini e l’organizzazione del destinatario, il Garante prescrive di evitare la notifica via pec, procedendo a quella cartacea classica. Certo, nella pratica molti professionisti utilizzano anche o soprattutto a fini personali la casella di posta certificata loro attribuita dall’Ordine, magari perché sono lavoratori dipendenti o free-lance che non hanno uno studio. Ma sono casi che normalmente non si possono distinguere dagli altri, per cui sembra di poter dedurre che nemmeno questi soggetti potranno ricevere notifiche via pec.

Il Garante ricorda come cambierà la situazione quando sarà attivo anche l’Indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche, dei professionisti e degli altri enti di diritto privato non tenuti all’iscrizione in albi, elenchi o registri professionali o nel registro delle imprese (Inad). L’indirizzo pec professionale già presente nell’Ini-Pec sarà automaticamente iscritto nell’Inad, ma in quest’ultimo il professionista potrà registrarne anche un altro, specificando che è per fini personali. In sostanza, consultando l’Inad, chi deve effettuare una notifica non dovrà più chiedersi se una casella pec viene utilizzato per lavoro oppure no: il dato appare in automatico e rispecchia la scelta fatta dal titolare della casella al momento dell’iscrizione nell’elenco.

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