Mercoledì, 05 Ottobre 2022
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Regione Siciliana: accordo sui premi ai dipendenti ma scintille sugli straordinari, bonus da 800 a 1.800 euro

di
Sicilia, Economia
Palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione

L’accordo è arrivato quest’anno senza le tradizionali spaccature, né sul fronte sindacale né fra le sigle e il governo. E porta con sé premi di rendimento che valgono da un minimo di 800 euro per la categoria più bassa a un massimo di 1.800 per i funzionari di grado più alto.
Il tutto costerà alla Regione 27 milioni e 249 mila euro. A cui vanno aggiunti 10 milioni e 608 mila euro per gli straordinari: cifra che ha fatto storcere il naso perfino a qualche sindacato visto che, trattandosi di budget destinato al 2021, gran parte dei lavoratori riceverà i soldi pur essendo stato in smart working. Non è un caso che nell’attribuzione di queste somme l’Aran, l’Agenzia per la contrattazione nel pubblico impiego guidata da Accursio Gallo, ha potuto fare affidamento solo sulle richieste pervenute da ciascun assessorato. E su queste tabelle non c’è stata trattativa, solo una presa d’atto.

I premi agli alti funzionari

La parte più consistente dell’accordo, che complessivamente fa piovere sui circa 11 mila funzionari 48 milioni e mezzo per finanziare varie voci extra della busta paga, riguarda però i premi di rendimento. Quei 27,2 milioni che verranno ripartiti in base a dei parametri che premiano di più le due fasce alte (C e D) a cui andrà un assegno una tantum superiore a mille euro. In particolare, secondo calcoli fatti dai sindacati, i dipendenti che si trovano in fascia C avranno fra i 1.400 e il 1.500 euro. Mentre i colleghi in D arriveranno a 1.600 e in qualche caso sfioreranno i 1.800.

I bonus alle fasce basse

Molto diversi i bonus destinati alle fasce basse. I dipendenti in A avranno fra 800 e 900 euro. Quelli di categoria B sfioreranno i mille euro. Ovviamente la cifra esatta varia a secondo non solo della categoria ma anche del livello. E dovrebbe variare pure in base ai risultati raggiunti, cioè alla cosiddetta performance. L’accordo precisa infatti che le somme verranno erogate dopo che l’Oiv, organismo indipendente di valutazione, avrà completato la verifica dei risultati raggiunti. Anche se, va ricordato, in passato alla quasi totalità di dipendenti è stato dato il massimo punteggio e dunque l’assegno più alto. L’accordo è stato salutato con soddisfazione dall’assessore al Personale, Marco Zambuto. Che in una decina di giorni ha incassato lo sblocco della trattativa sul rinnovo del contratto mettendo sul piatto 54,5 milioni, il via libera ai bandi per circa 1.300 assunzioni nei Centri per l’impiego e negli assessorati, e ora anche l’intesa sugli straordinari e sui premi. Ed è una intesa, quest’ultima, che mette in vento nelle vele anche all’Aran in vista della partita sul contratto che vedrà parallelamente la trattativa sulle promozioni e le progressioni orizzontali.

Sindacati soddisfatti ma...

Diversa l’analisi che arriva dal fronte sindacale. Luca Crimi della Uil si dice soddisfatto dall’accordo sui premi ma segnala «alcune anomalie nella gestione di questa materia. Una su tutte, premi e straordinari verranno pagati, se va bene, in primavera dopo che arriveranno le valutazioni dell’Oiv. Ogni anno si registra questo ritardo mentre a livello nazionale lo straordinario viene versato con puntualità nella busta paga del mese successivo a quello in cui è stato svolto». Soddisfatto anche Fulvio Pantano, leader del Sadirs: «Finalmente grazie alle economie recuperate è stato sbloccato il Ford 2021 (è la sigla del fondo e del relativo capitolo di bilancio, ndr) che consentirà di pagare indennità, straordinari e in parte la performance, dunque fondi non a pioggia che necessitano del via libera dell’organismo di valutazione. Quest’ultimo ancora deve esprimersi sulle somme del 2020. Adesso attendiamo le linee guida all’Aran per proseguire con rinnovo contrattuale e riclassificazione».

Il caso straordinari

L’intesa è passata all’unanimità: dunque con la firma anche di Cisl Fp, Cgil Fp, Cobas Codir, Siad-Cisal e Ugl. E tuttavia due di queste sigle hanno fatto aggiungere al testo dell’accordo due dichiarazioni allegate in cui prendono le distanze proprio dalla decisione di aumentare di circa 3 milioni il budget per lo straordinario di quest’anno. I Cobas, la sigla autonoma più rappresentativa, ha fatto mettere a verbale che «le cifre destinate allo straordinario sono sovrastimate». Il sindacato teme che in un anno in cui si è lavorato per lo più in smart working non si raggiungano questi livelli di spesa e dunque suggerisce di impiegare per i premi di rendimento questi 3 milioni in più. Dello stesso avviso il Siad Cisal, critico sul budget per gli straordinari ma pure su quello (circa 6,5 milioni) destinato a finanziare le progressioni economiche orizzontali, cioè gli aumenti di stipendio a fronte del mantenimento della vecchia fascia di appartenenza. Per il Siad e per il Cisal «gli accordi su questa materia sono già superati dalle direttive per il rinnovo del contratto, che probabilmente entrerà in vigore prima ancora della loro attuazione. Il nuovo contratto non prevederà più il ricorso a ridicole formazioni con esami finali».

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