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La quarantena non è più malattia: niente indennità per il 2021. Ecco la circolare Inps

Lettera dei sindacati al governo: «Bisogna intervenire subito»

La quarantena per contatto Covid non è più considerata malattia e i sindacati confederali chiedono un’immediata risposta al governo. L’Inps ha infatti chiarito che l’indennità di malattia per quarantena Covid non potrà essere erogata per gli eventi avvenuti relativi al 2021, ma solo per tutto il 2020 nel limite delle risorse stanziate. In una lettera firmata da Cgil, Cisl, Uil (Rossana Dettori, Angelo Colombiani, Ivana Veronese) e inviata ai ministri Andrea Orlando e Daniele Franco che ha come oggetto Tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato in quarantena i sindacati si dicono fortemente preoccupati e chiedono «un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele».

Il testo della circolare dell'Inps

Ecco la circolare Inps numero 2842 del 06-08-2021: «Tutela per la quarantena, per i lavoratori “fragili” e per la malattia conclamata da Covid-19 (articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020)».
«Con il messaggio n. 1667/2021 - è scritto nella circolare - sono state illustrate le novità normative introdotte dal decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, successivamente convertito, con modificazioni, dalla legge 21 maggio 2021, n. 69, e gli indirizzi operativi forniti dai Ministeri vigilanti in merito alle tutele di cui all’articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27».

«Per quanto attiene alla tutela della quarantena, di cui al comma 1 del citato articolo 26, è stato comunicato - prosegue il documento - che l’Istituto ha ricevuto indicazioni circa la validità, ai fini del riconoscimento dell’indennità previdenziale per l’anno 2020, delle certificazioni attestanti la quarantena con isolamento fiduciario redatte dai medici curanti, anche nei casi in cui non sia stato possibile reperire alcuna indicazione riguardo al provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica. A seguito di ciò, le Strutture territoriali dell’Istituto hanno avviato le attività necessarie, sulla base delle valutazioni eseguite dai rispettivi Uffici medico-legali, ai fini della regolarizzazione dei certificati di competenza, precedentemente sospesi per carenza del provvedimento suindicato. Al riguardo, considerato l’obbligo per l’Istituto, come più volte rappresentato, di non superare lo stanziamento previsto (pari per il 2020 complessivamente a 663,1 milioni di euro) e di eseguire un costante monitoraggio degli oneri, si procederà al riconoscimento, per l’anno 2020, delle tutele di cui al citato articolo 26 entro i limiti di spesa richiamati. Con l’occasione, si ricorda, come precisato nel citato messaggio n. 1667/2021, che il legislatore attualmente non ha previsto, per l’anno 2021, appositi stanziamenti volti alla tutela della quarantena di cui al comma 1 dell’articolo 26 in commento e che, pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’Istituto non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno in corso».

La lettera dei sindacati

«Egregi Ministri - si legge nella lettera dei sindacati -, in riferimento al messaggio Inps n. 2842 del 6 agosto 2021, avente a oggetto Tutela per la quarantena, per i lavoratori «fragili» e per la malattia conclamata da Covid-19 (articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020). Ulteriori indicazioni, esprimiamo profonda preoccupazione per l’affermazione che l’Istituto, con valenza retroattiva a partire dall'1 gennaio 2021, "non potrà procedere a riconoscere la tutela previdenziale", disposta dal comma 1 dell’art. 26 del decreto legge 18/2020 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020, per tutte le lavoratrici e dei lavoratori dipendenti del settore privato. Questo mancato riconoscimento delle tutele si aggiunge a quello per i lavoratori fragili di cui comma 2 del citato articolo 26 - già sottoposto all’attenzione del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, e del Ministro della Salute, Roberto Speranza, nella lettera da noi inviata il 28 luglio u.s. -, che non si vedranno riconoscere la prestazione dal 1 luglio 2021. La mancata equiparazione dei periodi trascorsi in quarantena o sorveglianza fiduciaria a malattia pone, inoltre, seri interrogativi sia su come potranno essere riconosciuti tali periodi di assenza da lavoro per le lavoratrici e i lavoratori che improvvisamente si trovano privi delle tutele che erano previste dalla norma, sia su come sarà assicurata la copertura retributiva e contributiva. Siamo, quindi, a richiedervi un intervento normativo urgente che consenta all’Istituto di assicurare alle lavoratrici e ai lavoratori le tutele previste dall’articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 27/2020, dal 1 gennaio 2021 e fino al termine dell’emergenza sanitaria».

 

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