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Sanità, sciopero dei lavoratori del 118 in Sicilia: "Basta chiacchiere, troppe questioni irrisolte"

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Sciopero dei lavoratori del 118 in Sicilia previsto per domani dalle sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl e per il 3 giugno da Cobas, Fials-Confsal, Fsi-Usae e Confintesa sanità, Mud 118 Sicilia.

I lavoratori di Seus 118 scendono in piazza, domani, martedì 25 maggio, a partire dalle 10.30, a Palermo, davanti alla sede della Presidenza della Regione, dove si riuniranno, nel rispetto di tutte le normative anti-Covid, rappresentanti dei lavoratori provenienti da tutte le province della Sicilia.
"Scopo della manifestazione – spiega la nota delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è quello di richiamare i vertici dell’Azienda e il presidente Nello Musumeci, attualmente titolare anche della delega alla Sanità, al rispetto degli impegni assunti nei confronti di una categoria di lavoratori del settore emergenza e urgenza sanitaria, da troppo tempo abbandonati in un dimenticatoio, nonostante il loro ruolo di primo piano nel contrasto alla pandemia ancora in corso".
"Numerose le questioni fondamentali ancora, immotivatamente, senza risposte – proseguono i sindacati – a cominciare dall’indennità Covid (c.d. bonus Covid), troppe volte annunciato e di cui ancora non ci sono notizie certe sull’effettivo pagamento, passando per il tema centrale della sicurezza dei lavoratori sulle ambulanze, per finire con la necessità di istituire la contrattazione decentrata integrativa e provinciale con controparti certe e ben definite".

E viene confermato anche lo sciopero dei lavoratori del 118 in Sicilia organizzato dai sindacati Cobas, Fials-Confsal, Fsi-Usae e Confintesa sanità, Mud 118 Sicilia. La manifestazione è slittata al 3 giugno prossimo ed è stata organizzata "per rivendicare diritti negati e indennità arretrate per tutto il personale della società che si occupa del servizio di emergenza urgenza".

I sindacati invitano i lavoratori "a compilare gli appositi moduli da inviare all’azienda per comunicare l’adesione allo sciopero e consentire l’organizzazione dei servizi". Tra le motivazioni dello sciopero c'è "la richiesta di istituzione di un apposito tavolo con tutte le parti sociali e la discussione in Parlamento regionale per la creazione di un ente pubblico regionale che riordini tutto il servizio". Allo stesso tempo le sigle chiedono "garanzia dei livelli occupazionali dei dipendenti della partecipata Seus fino al pensionamento o al passaggio nella nuova agenzia di diritto pubblico".

E ancora, i sindacati rivendicano il riconoscimento di "indennità di rischio biologico" per il personale che è direttamente impiegato a bordo dei mezzi di soccorso, e il riconoscimento di apposito addendum al contratto di servizio posto in essere tra la Seus e la Regione "al fine di corrispondere al personale gli istituti contrattuali di cui al recente rinnovo di contratto, comprensivo degli istituti accessori quali le progressioni di livello, scatti di anzianità e buoni pasto".

Tra le richieste anche lo screening ed esami sierologici periodici e la formazione continua e permanente estesa a tutto il personale Seus, "che dia luogo ad una qualifica riconosciuta dalla Regione specifica per il personale dipendente Seus. Infatti ad oggi tali percorsi formativi si rifanno ad accordi Stato-Regione, e si rivolgono solo ed esclusivamente alla platea del terzo settore e non di soggetti dipendenti. Tale qualifica tra l’altro garantirebbe un riconoscimento in più in caso di accesso alla costituenda agenzia pubblica per l’emergenza urgenza".

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