Lunedì, 12 Aprile 2021
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Pasqua in zona rossa senza le scampagnate, l'arte e i turisti: la Sicilia conta i danni

Pasqua anomala per il secondo anno consecutivo e così, dopo il lockdown del 2020, quest'anno gli italiani hanno avuto una possibilità di spostamento minima per andare a trovare amici e parenti ma a causa della zona rossa in tutta Italia, le spiagge sono rimaste deserte, le città con traffico a zero e nessuno a passeggio ad ammirare i monumenti. Per non parlare di scampagnate e pic-nic di Pasquetta o pranzi in agriturismo.

Preoccupata tutta la filiera legata al turismo, a cominciare dai balneari per proseguire con gli agriturismi. Piangono le città d'arte, ma anche metropoli come il capoluogo lombardo e zone a forte vocazione turistica della Sicilia e della Costiera Amalfitana: saranno le località più danneggiate dai divieti anti-Covid di queste giornate del primo break primaverile.

Secondo il Codacons, che ha realizzato un'indagine sulle perdite stimate che l'Ansa pubblica in anteprima, seguono Firenze, con -200mila tra presenze e visitatori e minori entrate per circa 30 milioni di euro, Venezia (-100mila turisti, -23 milioni di euro di incassi) e Napoli (-80mila turisti, -15 milioni di euro). Non solo le città d'arte saranno danneggiate dai limiti imposti dal Covid: sul fronte turistico a subire gravi perdite saranno anche la Sicilia, la Costiera Amalfitana e la Penisola sorrentina, negli ultimi anni zone gettonatissime durante la Pasqua. In particolare la Sicilia perderà complessivamente circa 400 mila visitatori con un danno da oltre 75 milioni di euro, Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana 30mila, con perdite per 7,5 milioni di euro. I connazionali che si spostavano nel periodo pasquale trascorrevano in media 2,5 notti fuori casa, dando vita ad un giro d'affari tra pernottamenti, trasporti, pasti, ingressi ai musei, di circa 3,5 miliardi di euro nel 2019.

"Sarà una Pasqua di crisi anche per gli stabilimenti balneari, la seconda consecutiva. Con l'Italia tutta colorata di rosso molti litorali dovranno rinunciare a quella che, in questo periodo, è un'abitudine da sempre: la prima giornata di mare". Lo denuncia Antonio Capacchione, presidente del Sib Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe Confcommercio. "Per quanto riguarda la stagione estiva siamo moderatamente ottimisti, contiamo sulla campagna vaccinale e sull'esperienza maturata lo scorso anno - ha continuato Capacchione - i primi segnali positivi ci sono per quanto riguarda le prenotazioni di lettini e ombrelloni. Gli italiani non ce la fanno più, hanno bisogno di svago e di una vacanza dopo un lungo lockdown, noi ce la metteremo tutta, come facciamo da decenni. Il turismo rappresenta il 13% del pil nazionale e il comparto balneare ha un ruolo molto importante con quasi 100 milioni di presenze".

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