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Concorsi pubblici 2021, le nuove regole: tampone prima delle prove e un'ora per gli scritti

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Renato Brunetta

Nuove regole per i concorsi nel decreto che elimina il tetto di 30 partecipanti per i concorsi pubblici e prevede l’obbligo della mascherina Ffp2: previsto tampone antigenico o molecolare fatto nelle 48 ore precedenti alla partecipazione, prove scritte della durata massima di un’ora e organizzazione in sede decentrata in modo da minimizzare gli spostamenti. Prevista anche una semplificazione dei concorsi a regime quelli che saranno banditi dopo la fine dello stato di emergenza, ovvero al momento dopo il 30 aprile.

«Diamo finalmente speranza a centinaia di migliaia di persone - ha detto il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta - e permettiamo alla Pubblica amministrazione di rigenerarsi dopo anni di blocco del turnover e di depauperamento. Fino a che continuerà la fase di emergenza quindi per i candidati, anche se vaccinati, sarà obbligatorio presentare la certificazione di un test Covid negativo fatto nelle 48 ore precedenti mentre la durata massima della prova sarà limitata a un'ora (e quindi probabilmente a quesiti a risposta chiusa) mentre sono assicurati percorsi diversi per l’entrata e l’uscita e adeguate volumetrie di ricambio d’aria per ogni candidato».

La prova orale sarà solo «eventuale». Le ulteriori misure di semplificazione per sbloccare i concorsi pubblici sospesi in tutta la Pa (si tratta, secondo stime della Funzione pubblica, di circa 110mila posti), si legge sul sito del ministero della Pubblica amministrazione, si prevede l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali per i concorsi già banditi per cui non sia stata svolta alcuna prova. Per questi «le amministrazioni possono prevedere una fase di valutazione dei titoli e, facoltativamente, anche delle esperienze professionali per l’ammissione alle successive fasi, fermo restando che il punteggio attribuito per i titoli concorrerà alla formazione del punteggio finale. Nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale le amministrazioni possono prevedere una sola prova scritta e una eventuale prova orale».

Non si potranno usare le procedure semplificate per l'assunzione dei lavoratori in regime di diritto pubblico come i magistrati, i diplomatici e il personale della carriera diplomatica e prefettizia. Nei bandi post emergenza, a regime, bisognerà usare gli strumenti digitali e limitarli per il personale non dirigenziale a una sola prova scritta e una orale. Anche qui ci sarà una fase di valutazione dei titoli e, facoltativamente, dell’esperienza professionale per l’ammissione alle successive fasi concorsuali. Per le amministrazioni pubbliche che vogliono realizzare i concorsi secondo le nuove modalità semplificate, spiega il ministero, «viene istituito al Formez un presidio informativo dedicato».

«In Consiglio dei ministri abbiamo sbloccato tutti i concorsi pubblici e li abbiamo tutti digitalizzati - ha detto Brunetta, è stato un momento bellissimo. Non ci sarà mai più un concorso pubblico con carta e penna, né concorsi che durano 5-7 anni. Simbolicamente ha un enorme valore, è un upgrade di crescita del sistema verso una burocrazia più giusta».

© Riproduzione riservata

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