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Fineco chiuderà alcuni conti correnti: ecco quali e il perché della decisione

Fineco ha comunicato ai propri clienti che potrebbe chiudere i loro conto correnti se sussistono alcune situazioni particolari. Con un'email con l'oggetto "Proposta di modifica unilaterale di contratto ai sensi dell’art. 118 del Decreto Legislativo n. 385/93 (TUB)", la banca ha infatti informato di questa decisione.

In particolare, scrive Fineco, "la Banca ha il diritto di recedere, in qualsiasi momento, da ogni singolo rapporto, così come da tutti i rapporti, dandone comunicazione scritta al Cliente con lettera raccomandata AR, Pec o altro mezzo legalmente equivalente, con preavviso di almeno 2 mesi, qualora al momento del recesso e nei 3 mesi precedenti concorrano tutte le seguenti condizioni: 1) presenza sul conto di una giacenza media uguale o superiore a 100 (cento) mila euro; 2) assenza di qualsiasi forma di finanziamento (a titolo esemplificativo e non esaustivo: mutuo, prestito personale, Credit Lombard), anche se già concesso ma non utilizzato ad eccezione delle carte di credito; 3) assenza di qualsiasi forma di investimento in prodotti di risparmio gestito o amministrato".

In sostanza, Fineco sarà libera di chiudere un conto corrente che abbia una giacenza media sopra i 100 mila euro e al quale non sia collegato un finanziamento (per esempio un mutuo o un prestito) o un prodotto di risparmio gestito.

Perché Fineco ha preso questa decisione? E' la Banca stessa a spiegarla nell'email: "Il mantenimento sul conto corrente di giacenze liquide rilevanti, genera infatti per FinecoBank significative ripercussioni negative sull’equilibrio economico fra i costi sostenuti per l’erogazione del servizio e i ricavi derivanti dall’utilizzo dello stesso". Questo perché la Banca centrale europea "nel corso del 2020, al fine di sostenere e fornire il giusto stimolo all’economia comunitaria, ha adottato una politica monetaria espansiva ricorrendo ad un ampio pacchetto di misure di politica eco-nomica che hanno prodotto un incremento della liquidità, con conseguente aumento dei livelli di gia-cenza in conto corrente e un’ulteriore riduzione dei tassi di interesse interbancari come l’Euribor, il tasso utilizzato dalle banche nelle proprie operazioni di finanziamento. Nello specifico, nel 2020, la media mensile dell’Euribor 1M ha proseguito la sua discesa toccando a febbraio 2021 il valore di -0,553%, con un differenziale negativo pari a -0,098 % rispetto a ottobre 2019 (Euribor 1M pari a -0,455%)".

"In particolare, - si legge nella lettera - l’ulteriore riduzione del tasso Euribor 1M, non dipendente dalla sfera decisionale della Banca, e la prospettiva che si mantenga su tali livelli per un periodo di tempo ancora lungo (come da analisi macroeconomiche di BCE) hanno determinato, tra gli altri effetti, un impatto sfavorevole sull’attivi-tà di gestione della liquidità, con particolare riferimento a quella depositata dai clienti sul conto corrente (specie se per lunghi periodi), rendendola ancora più onerosa per la Banca.In tale contesto le condizioni di equilibrio stabilite a novembre 2019 in occasione della revisione delle condizioni economiche del conto Fineco, vengono meno se l’impatto negativo della riduzione del tasso Euribor sul margine d’interesse della Banca non risulti controbilanciato dai ricavi connessi all’utilizzo da parte dei clienti dei servizi di investimento e di finanziamento offerti dalla Banca".

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