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Bonus baby-sitter Covid, con più della metà pagati soprattutto i nonni

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Girotondo domani a Piazza del Popolo con 1000 nonni e nipoti

Le famiglie che hanno chiesto il bonus baby sitter previsto per la cura dei bambini rimasti a casa a causa dell’emergenza Covid in molti casi hanno ingaggiato direttamente i nonni. E’ quanto emerge da un approfondimento dell’Inps sui servizi a sostegno della famiglia per fronteggiare la chiusura delle scuole a causa della pandemia secondo il quale su 556.348 baby sitter pagati con il libretto famiglia con il bonus, 339.252 avevano oltre 60 anni.

«C'è un’evidenza sorprendente: - scrive l’Istituto - i baby-sitter sono in maggioranza anziani. Infatti il 61% ha almeno 60 anni, il che significa che presumibilmente si tratta di nonni».

L’Inps segnala che non considerando le domande respinte, annullate, seguite da rinuncia, il numero di richiedenti il bonus baby-sitting è stato pari a circa 720 mila, 621.654 delle quali nel settore privato/autonomo, il doppio rispetto ai 310.142 richiedenti il congedo Covid.

Nel settore pubblico sono state 99.657. I richiedenti dei servizi a sostegno della famiglia sono in larga maggioranza donne ma c'è una differenza a seconda della misura. Le donne rappresentano infatti il 78% dei richiedenti il congedo Covid, mentre sono il 70% dei richiedenti il bonus nel settore privato/autonomo e il 61% nel pubblico. Se si guarda ai prestatori di lavoro risultano pagati con il Libretto Famiglia 556.348 baby sitter, il 95% dei quali ha dichiarato un solo committente e poco meno del 5% due.

Le donne rappresentano il 79% dei baby-sitter. L’importo totale erogato tramite la piattaforma del Libretto Famiglia è di 664,6 milioni di euro, con un «tiraggio» quindi del 92% dell’importo totale richiesto di 722,1 milioni di euro. Le donne baby sitter sono state 437.376 e di queste quasi 100.000 (99.132) risultavano avere oltre 70 anni. Gli uomini pagati con il libretto famiglia nel complesso sono stati 118.972, quasi la metà dei quali con oltre 70 anni (55.187). Per gli uomini pagati con il bonus gli over 60 sfiorano l’83% e sono per la stragrande maggioranza pensionati, due dati che spingono a pensare che si tratti di parenti anziani della famiglia che ha avuto diritto al bonus.

"I 556.348 baby-sitter - scrive l’Inps - hanno prestato la propria attività tra marzo e agosto, in media all’interno di un arco temporale di due mesi, con un picco nel mese di giugno (circa 300.000 prestatori) e un minimo ad agosto (circa 85.000). Considerando l’importo totale, come visto pari a 664,6 milioni di euro, erogato tramite la piattaforma del Libretto famiglia, in cui 10 euro remunerano un’ora di lavoro, si tratta di un volume di 66,46 milioni di ore di lavoro, equivalenti4 a 384.000 lavoratori fulltime all’interno di un unico mese".

Il bonus previsto dal Governo raggiungeva i 1,200 euro (2.000 per alcune categorie di lavoratori come i sanitari) e la media del pagamento è stato di 1.195 euro.

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