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Cassa integrazione, domande all'Inps e non più alla Regione: ecco cosa cambia

Più snelle le procedure per la cassa integrazione. Le domande, infatti, non passeranno più per la Regione, "ma arriveranno direttamente all’Inps", come ha chiarito il presidente Pasquale Tridico.

Ma c'è un'altra novità: l'Inps "non dovrà più attendere che l’azienda comunichi quanti lavoratori ha messo effettivamente in cig rispetto alla domanda - cosa che avviene a consuntivo, il mese successivo a quello di sospensione - ma anticiperà subito alla stessa azienda il 40% di quanto chiesto e poi col conguaglio vedrà se ha usato più o meno cig di quella prenotata", spiega ancora il presidente dell’Inps.

Insomma, pratiche più veloci dopo gli intoppi e i rallentamenti che hanno riguardato alcune Regioni tra cui in particolar modo la Sicilia. Si attende ora la pubblicazione Decreto Rilancio in gazzetta ufficiale e poi ci si potrà adeguare alle nuove regole.

Nel dl Rilancio, sono stati stanziati complessivamente 26 miliardi per le misure legate al lavoro tra le quali 16 miliardi per la proroga di nove settimane della cassa integrazione, come ha spiegato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Lo snellimento delle procedure arriva dopo l'accordo tra il governo e le stesse Regioni per far arrivare nel più breve tempo possibile i soldi nelle tasche di chi ne ha diritto. La norma, in sostanza. elimina i passaggi superflui. Le Regioni hanno concordato nell'individuare nell'Inps il soggetto autorizzatore ed erogatore di tutti gli ammortizzatori sociali per l'emergenza Covid, cassa in deroga compresa, ferme restando le specificità delle Province autonome di Trento e Bolzano.

Tridico ha spiegato anche che per gli autonomi l’erogazione dei 600 euro "sarà velocissima": "Chi ha già ricevuto i 600 euro li avrà di nuovo senza dover fare nulla. L’Inps liquiderà la somma nei prossimi giorni, dopo la pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale".

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