Mercoledì, 21 Ottobre 2020
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Allarme per il virus del pomodoro in Sicilia, piano per salvare le coltivazioni

AGRICOLTURA, virus, Sicilia, Economia
Foto di EPPO Global Database

È allarme in Sicilia per la diffusione del Tomato Brown sugar virus. Si tratta di un virus che si trasmette facilmente fin dal seme dei pomodori e anche attraverso la diffusione e proliferazione dei batteri, capace di contagiare altre coltivazioni come quelle dei peperoni. L'effetto più evidente è la deformazione dei pomodori che li rende quindi non commerciabili. Ciò rende il Tomato Brown sugar virus molto pericoloso e dannoso per tutte le produzioni di pomodori dell'Isola.

SINTOMI. I sintomi sui pomodori possono comunque possono variare in base al periodo di coltivazione, alla varietà del pomodoro e alla temperatura. Per quanto riguarda invece le foglie il virus si manifesta con clorosi, ingiallimento e deformazione della lamina foliare.

DIFFUSIONE. Indentificato per la prima volta in Israele nel 2014 è stato successivamente individuato anche in Giordania nel 2015. Il primo focolaio in Sicilia invece è stato riscontrato alla fine del 2018. Nel corso del 2018 si sono verificati casi di infezioni in Germania e in Messico. Mentre nel 2019 sono stati registrati casi di Tomato Brown sugar virus nelle province di Ragusa e Siracusa. "Da qui la diffusione ha assunto proporzioni molto preoccupanti tanto che l’organizzazione europea per la protezione delle piante ha deciso di inserirlo nella cosiddetta 'Alert list’", è emerso dalla riunione della  la commissione Attività produttive dell’Ars, presieduta da Orazio Ragusa, alla presenza dell’assessore regionale per l'Agricoltura, Edy Bandiera, dei dirigenti generali del Dipartimento regionale dell’agricoltura, dei dirigenti dei servizi fitosanitari regionali, di docenti universitari, dei rappresentanti degli Ordini professionali e delle aziende che operano nel settore organizzata per fare il punto sulla situazione di questa fitopatia.

"Il vertice che abbiamo promosso - afferma Ragusa - ha avuto proprio questo scopo dopo avere preso atto dell’entità che il fenomeno ha assunto. Ecco perchè è stato deciso, intanto, di costituire un tavolo di crisi con gli uffici fitosanitari regionali, le Università siciliane e gli addetti ai lavori". Inoltre, l’assessore Bandiera si è impegnato a mettere in campo una serie di iniziative finalizzate all’informazione e alla divulgazione della problematica su tutto il territorio siciliano. Non si deve perdere tempo. E’ indispensabile che le notizie possano essere veicolate nella maniera più rapida per garantire risposte agli operatori del settore. Infine, un altro obiettivo verso cui si punta è quello di concretizzare una serie di provvedimenti che intendono aiutare le aziende agricole attraverso alcuni sgravi fiscali che mirano ad abbattere il costo del lavoro. Prima, però, è necessaria la segnalazione, il riconoscimento della calamità e la successiva declaratoria. E’ indispensabile un’azione concertata e mirata".

"Ma soprattutto - aggiunge Ragusa - occorre procedere con una certa tempestività. Non si può perdere di vista l’obiettivo principale, cioè contenere il fenomeno della diffusione del virus e salvare le coltivazioni delle nostre aziende isolane". Intanto, le deputate regionali del Movimento 5 Stelle, Angela Foti e Jose Marano, hanno presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale all’Agricoltura per chiedere quali interventi vi siano in atto per contrastare l'arrivo in Sicilia del pericoloso Tomato Brown rugose fruit virus. Vogliamo sapere quali misure sta mettendo in campo la Regione - chiedono Foti e Marano - perchè siamo dinanzi a un virus particolarmente aggressivo, ritrovato ancora solo in alcune zone del ragusano e del siracusano, ma potenzialmente devastante per il settore agricolo".

"Il Tomato Brown rugose fruit virus - aggiungono - distrugge il prodotto rendendo il pomodoro deformato, irregolare e quindi non commerciabile e la trasmissione può avvenire anche per contatto determinando una sua ampia proliferazione. Inoltre, può anche intaccare le coltivazioni di peperoni. Per questa ragione è fondamentale che la Regione tenga alta la guardia: la Francia lo sta già facendo e ha emanato una serie di raccomandazioni per evitare la diffusione del virus e ha incrementato le misure di sorveglianza". "Riteniamo - sottolineano le due parlamentari - che sia indispensabile istituire un comitato di crisi coinvolgendo i servizi fitosanitari regionali, le associazioni di categoria e tutti gli attori della filiera". "Inoltre - conclude Marano -, ho chiesto in commissione di utilizzare il sito internet dell’assessorato all’Agricoltura affinchè si avvisino i produttori e si raccolgano eventuali segnalazioni sulla presenza del virus sul territorio. Non possiamo permettere che un settore già fortemente provato dalla crisi, dalla concorrenza sleale, dai cambiamenti del clima possa subire l'ennesimo colpo".

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