Sabato, 07 Dicembre 2019
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IL DATO

Reddito di cittadinanza, stop per 44 mila domande: più di 7000 dalla Sicilia

Tra Reddito e Pensione di cittadinanza si supera la quota di un milione di domande accolte da aprile ad ottobre, ma la soglia viene ritoccata all’ingiù dalle quasi 44 mila che strada facendo hanno perso il diritto: l'ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Inps fa il punto sui nuclei familiari che percepiscono il beneficio.

In particolare, sono 1,02 milioni le richieste che da quando la misura è operativa e fino alla fine di ottobre hanno ottenuto il semaforo verde, di cui però 43.917 decadute: al netto di queste, quindi sono quasi 978 mila (977.844 per l’esattezza) i nuclei familiari che percepiscono il Reddito (857.141) o la Pensione di cittadinanza (120.703). Le persone nel complesso coinvolte sono
oltre 2,36 milioni, di cui più di 2,23 milioni dal Reddito.

In testa alla classifica regionale si conferma la Campania con 195.280 domande accolte, di cui 7.299 decadute; seguita dalla Sicilia con 176.871 richieste che hanno avuto l’ok, di cui 7.138 che hanno invece perso il diritto. Si piazzano poi la Puglia (93.835 ok, di cui 4.170 decadute), il Lazio (90.278 e 3.585) e la Lombardia (85.669 e 3.762).

L’importo medio mensile del Reddito è di 519,12 euro, mentre risulta di 216,38 euro quello della Pensione di cittadinanza (riconosciuta agli over67). Guardando ad entrambe le misure, la media mensile scende a 481,12 euro. Sta intanto per essere pubblicato il modulo per gli sgravi alle imprese che assumono i beneficiari del Reddito. «Sarà on-line entro lunedì mattina» sul sito dell’Inps, ha detto il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico. Si tratta del modulo di richiesta dell’agevolazione «Srdc» (Sgravio reddito di cittadinanza), che consente di ottenere l’esonero dei contributi previdenziali nel limite dell’importo mensile del Reddito percepito dal lavoratore al momento dell’assunzione.

Lo sgravio si avrà per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario stesso (ma comunque per almeno 5 mensilità), per un importo non superiore a 780 euro mensili. Su Quota 100, invece, la possibilità di andare in pensione anticipata con almeno 62 anni di età e 38 di contributi, Tridico ha rifatto il punto sui risparmi: 1,5 miliardi di euro nel 2019 e 2,5 miliardi di euro nel 2020. Misura bocciata dall’ex presidente dell’Inps, Tito Boeri: non solo di per sé è «molto costosa» ma «sottrae risorse per ridurre la pressione fiscale sul lavoro e spinge la politica economica verso il non lavoro anziché verso il lavoro, di cui ci sarebbe davvero bisogno per rilanciare la nostra economia».

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