Venerdì, 06 Dicembre 2019
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LAVORO

Regionali, scontro all'Aran Sicilia: i sindacati annunciano la mobilitazione

Dopo le pressioni di Cgil, Cisl e Uil, si è svolto oggi all’Aran Sicilia l’incontro con i sindacati per affrontare tutte le questioni rimaste in sospeso dal giorno della firma del rinnovo del contratto dei regionali. I rappresentanti dei lavoratori sono usciti dalla riunione del tavolo insoddisfatti e hanno annunciato l’intenzione di avviare rapidamente la mobilitazione. “Poco o nulla si è concluso su due importanti negoziati rimasti pendenti ovvero, i lavori della commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale di tutto il personale, per cui aspettavamo un piano entro il 30 settembre ma non sembra che ci sia nulla di pronto, e la ripresa della trattativa sul rinnovo del contratto dell’area della dirigenza”. Ad affermarlo i sindacalisti Gaetano Agliozzo e Franco Campagna, della Fp Cgil Sicilia, Paolo Montera e Fabrizio Lercara, della Cisl Fp Sicilia, Enzo Tango e Luca Crimi della Uil Fpl Sicilia.

“Oggi, tra l’altro, come da nostra richiesta - proseguono i sindacalisti - si è tentato di attivare la contrattazione collettiva regionale per la ripartizione delle risorse del Fondo risorse decentrate (ex FAMP), per consentire a tutti i Dipartimenti, anche se con netto ritardo, di completare le linee di attività per l’anno 2019. Al riguardo, però - attaccano Cgil, Cisl e Uil - appare scandalosa la quantificazione delle risorse disponibili per l’anno 2019 perché mancano più di 10 milioni di euro rispetto a quanto stabilito in precedenza. Avvieremo immediate verifiche per avere certezza delle somme. Intanto, abbiamo ottenuto un accordo sulle progressioni economiche e il 30 settembre, dopo il confronto con i nostri iscritti, potremo firmare l’accordo”.

Altri due punti hanno spinto i sindacati verso lo stato di agitazione: i ritardi nell’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC) relativa al rinnovo del triennio successivo 2019/2021 e i ritardi nella liquidazione degli arretrati maturati grazie ai miglioramenti economici introdotti dal nuovo contratto di lavoro 2016-2018 del Comparto.

Le conclusioni sono molto dure e vedono Regione e sindacati schierati sui due lati delle barricate. “Non bastano più i tavoli negoziali a cui abbiamo partecipato, gli incontri, le segnalazioni. Stiamo assistendo inermi alla superficialità nell'affrontare argomenti seri e necessari per migliorare la qualità dei servizi e le condizioni di lavoro dei dipendenti regionali. Poche ancora le risposte per ridurre il disagio. Purtroppo, continuando così saremo costretti a proclamare il prossimo primo ottobre lo stato di agitazione", concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Sicilia.

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