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PRODUZIONE ED EXPORT

Per le aziende vinicole italiane un 2018 da record

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Una crescita del 7,5% del fatturato sul 2017, del 3,7% per l'occupazione e del 25,9% per gli investimenti. Sono i dati delle principali società italiane del settore vitivinicolo, che fanno del 2018 un anno da record. Sono stati raccolti e elaborati dall'Area studi Mediobanca su 168 principali aziende italiane di settore che nel 2017 avevano fatturato più di 25 milioni di euro.
Il fatturato cresce grazie alla buona performance dell'export (+5,3%), ma soprattutto al contributo delle vendite domestiche (+9,9%). Punta del settore si confermano le aziende venete, piemontesi e toscane. Anche l'aggregato dei 14 maggiori produttori internazionali quotati è in crescita e c'è ottimismo sulle aspettative di vendita per il 2019. Il maggiore sviluppo nel fatturato lo registrano le cooperative (+9,2% sul 2017), trainate dal mercato interno (+13,6%).

Le spa e le srl sono in crescita del 6,7% (+7,0% all'estero), mentre gli spumanti e i "vini non spumanti" crescono del 7,1% e del 7,6%, i primi grazie all'export (+7,2%) e i secondi spinti dalle vendite domestiche (+10,8%). Per l'occupazione la crescita vede in testa le spa e srl (+6,1%) e gli spumanti (+5,8%) davanti ai "vini non spumanti" (+3,4%). Meno netto l'incremento della forza lavoro per le cooperative (+1,6%). Per gli investimenti a distinguersi sono i "vini non spumanti" (+30,4%), seguiti dagli spumanti (+10,8%). Per il 2019 l'82,6% degli intervistati prevede di non subire un calo delle vendite, il 10,5% crede in un aumento del fatturato in doppia cifra e il 17,4% si aspetta una flessione dei ricavi.

I dati relativi all'affidabilità creditizia confermano la solidità delle imprese vitivinicole: nel 2017 il 70% delle ricade nella classe investment grade, il 28,6% in quella delle imprese intermedie e il residuo (1,2%) in quella delle fragili.
Le aziende vinicole italiane segnano all'estero un incremento delle vendite del 5,3% sul 2017, in Asia (+42,2% sul 2017, per un totale pari al 5,7% del fatturato estero), in Sud America (+11,9%, l'1,6% del totale) e in Nord America (+3,9%, 32,3% del totale). È però nei Paesi Ue dove si concentra gran parte dell'export (+5,6%, 52% del totale). I principali Paesi stranieri di cui i nostri produttori temono maggiormente la concorrenza sono Francia e Spagna con una quota del 25,7% ciascuno e Cile (12,1%), seguono Usa (7,9%), Australia (7,1%), Germania (3,6%). Le prime nazioni nelle quali i nostri produttori vorrebbero esportare e incrementare la propria presenza sono: Cina (7,7%), Messico (6,8%), Australia (6,0%), India (5,1%). Le esportazioni in Cina si attestano mediamente attorno all'1,9%, con quota massima pari al 10%.
Il 37,7% degli intervistati vede nella produzione ecosostenibile il principale driver futuro del vino.

(ANSA)

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