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Forze dell'ordine ed esercito, rinnovati i contratti: aumenti da 130 euro al mese

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Le ministre Madia e Pinotti

ROMA. Nuovo contratto dopo 9 anni per 450mila donne e uomini in divisa. La firma è stata posta nella notte al ministero della Funzione pubblica. Non hanno sottoscritto il documento i Cocer di Marina Militare ed Aeronautica.

Previsti aumenti intorno ai 130 euro lordi mensili più il pagamento degli arretrati. Un "giusto riconoscimento a chi garantisce la sicurezza degli italiani", hanno commentato i ministri Marco Minniti, Roberta Pinotti e Marianna Madia in una conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi.

Le cifre le ha fornite Madia, assicurando che "ci sono le condizioni per rinnovare il contratto a tutti i 3,3 milioni di dipendenti pubblici".

Si va da dai 125 euro al mese in più per le forze armate a 136 per la guardia di finanza, 134 per i carabinieri, 132 per la polizia e 126 per la polizia penitenziaria. Gli aumenti saranno a regime dal 2020 ma scatteranno subito e saranno accompagnati dal pagamento degli arretrati annuali: 556 euro per le forze di polizia e 517 per i militari.

Questo rinnovo, ha sottolineato Minniti, è "il piu' imponente sforzo di carattere strutturale fatto per il comparto da quando esiste. E' doveroso e giusto che l'Italia sia vicino a chi in questi anni ha garantito la sicurezza delle nostre vite con sacrificio e dedizione. Bisogna dimostrarlo con atti concreti che sono giunti". Soddisfazione è stata anche espressa dal ministro della Difesa.

La firma, ha spiegato Pinotti, è "un risultato molto importante. Il Governo ha scelto di avere particolare attenzione per gli operatori della sicurezza cui abbiamo chiesto impegni eccezionali e abbiamo avuto risposte eccezionali. Ci sembrava importante quindi lavorare per dare un riconoscimento economico" al personale in divisa".

Reazioni positive da parte dei sindacati. "Ha vinto - è il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso - la perseveranza e l'intelligenza dei lavoratori e dei loro sindacati. Dopo quello per gli statali, la firma del contratto per i lavoratori della sicurezza e della difesa, dopo nove anni di vacanza, è un ulteriore e positivo passo in direzione della normalità di relazioni sindacali nel settore pubblico". Il segretario della Uil Carmelo Barbagallo ha definito il contratto "un altro importante tassello per la ricostruzione del quadro dei diritti contrattuali di cui sono stati privati, per troppi anni, milioni di lavoratori".

Per la segreteria generale della Cisl, Annamaria Furlan, è "un legittimo riconoscimento alla professionalità di migliaia di lavoratori e servitori dello Stato che si battono ogni giorno per la legalità, la difesa delle istituzioni, la sicurezza nel paese, garantendo anche la pace nelle missioni internazionali". Critico invece il Cocer Marina, che non ha firmato. "Le cifre appostate - ha lamentato - sono state da noi subito definite insufficienti. Da subito è stato chiaro che al Governo interessava chiudere rapidamente la sola partita economica, forse per ottenere facile consenso elettorale".

Sulla stessa linea i responsabili della Consulta sicurezza di Forza Italia, Maurizio Gasparri e Elio Vito. Con questo rinnovo, hanno osservato, "proposto dal governo in piena campagna elettorale si è persa l'ennesima occasione per restituire dignità alle donne e agli uomini in divisa che da ormai dieci anni aspettavano un segnale di attenzione dai governi Renzi-Gentiloni".

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