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Lingua blu, il ministero: "Allevamenti sotto controllo in Sicilia, vaccini unica arma di difesa"

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PALERMO. Lingua blu, gli allevatori siciliani possono tirare un sospiro di sollievo. Al momento infatti, la malattia virale infettiva che colpisce bovini e ovini con alti tassi di mortalità e conseguenti danni economici, è tenuta sotto controllo grazie alla copertura delle vaccinazioni.

A fare il punto sulla situazione è Giovanni Misseri, collaboratore della segreteria tecnica del ministero della Salute. "In questo periodo la situazione nell'Isola è tenuta sotto controllo grazie alle vaccinazioni, unica arma a disposizione per evitare che gli animali vengano colpiti da questa malattia che causa gravi lesioni muscolari - spiega - Dagli ultimi dati dell'Istituto Zooprofilattico in Sicilia si registrano circa diecimila allevamenti, suddivisi tra bovini e ovini. Tra questi nessun caso di Blue Tongue".

Il pericolo però è dietro l'angolo. "La situazione attuale non desta preoccupazioni - spiega Misseri - ma se il commissario dell'Aras non darà il suo via libera alle prossime vaccinazioni si potrebbe andare incontro a una nuova epidemia". Preoccupazione legata al recente epilogo dell'Aras - l'Associazione regionale allevatori -, il cui fallimento ha portato all'interruzione del servizio di controllo degli allevamenti.

A rassicurare gli allevatori ci pensa il ministero della Salute. Pochi giorni fa si è svolto un incontro tra il sottosegretario, Davide Faraone, il dottor Misseri e il presidente dell'Aia (Associazione italiana allevatori), Roberto Nocentini, accompagnato dal direttore generale Aia Roberto Maddé.

Nello specifico, oltre ai temi generali del benessere animale ed altri aspetti sanitari, la delegazione Aia ha affrontato le problematiche inerenti la sorveglianza sulla diffusione della Blue Tongue, per quanto riguarda gli aspetti della movimentazione del bestiame, e le relative campagne di vaccinazione, soprattutto in vista delle stagioni primaverile ed estiva, in rapporto all’elevarsi delle temperature su tutto il territorio nazionale.

Sul tavolo della discussione anche il tema dell’uso responsabile dei farmaci e delle biotecnologie al servizio della riproduzione animale. Infine, ampio spazio ad un aggiornamento sugli sviluppi inerenti la prosecuzione delle attività istituzionali di controllo e fornitura dei servizi agli allevatori nel territorio siciliano, a seguito delle note vicende legate alla attività dell’Aras.

Durante il colloquio i vertici Aia hanno dato la loro più ampia disponibilità alla collaborazione con gli uffici ministeriali, in tutte le attività che coinvolgono le Associazioni Allevatori sul territorio in tema di controlli volti a garantire ai cittadini la salubrità degli alimenti destinati al consumo finale, nonché il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie e di benessere animale previste dalle normative vigenti per gli allevamenti e, per quanto di competenza, anche nelle aziende di trasformazione.

I controlli – è stato rilevato – si sono intensificati nel corso del 2016 ed hanno confermato la validità del nostro sistema nazionale, tra i più stringenti a livello mondiale. Le situazioni di non conformità rilevate hanno regolarmente portato all’erogazione delle relative sanzioni amministrative e alla segnalazione alle competenti Autorità degli attori coinvolti.

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