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Vivendi prepara proposta per Mediaset: prima mossa sarà accordo

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Mediaset - Fonte Ansa

MILANO. Come tutte le partite di poker anche questa è giocata sui nervi, che spesso valgono più delle carte: Vivendi sta preparando la prossima mano, ma la prima mossa sarà una proposta di accordo.

Per ora nuovi contatti concreti con Mediaset non ci sono stati e la guerra a colpi di Opa è considerata da entrambi i campi come l'ultima possibilità. La Borsa così frena sul titolo del Biscione, mentre qualcuno continua a comprare azioni Mondadori.

Per Mediaset la limatura in Piazza Affari - con il titolo che si mantiene comunque sempre sopra quota quattro euro, sui massimi da oltre un anno - è stata di poco superiore al punto percentuale. Consistenti gli scambi per mercati finanziari ancora in clima festivo: sono stati pari all'1,7% del capitale, in aumento rispetto alle ultime giornate.

Quello che stupisce è invece la corsa recente di Mondadori: nell'ultima seduta il titolo è salito di quasi il 4%, correggendo ancora i massimi da due anni e mezzo. Il balzo delle ultime sei sedute è stato del 27%: anche se si tratta di un titolo molto volatile, è un po' troppo per semplici ricoperture, che pur ci sono state. Mondadori non è scalabile, in quanto controllata con oltre il 50% delle quote da Fininvest, e l'ipotesi più accreditata è che il 'mondo Berlusconi', colto di sorpresa dall'assalto a Mediaset, possa aver osservato con molta attenzione l'andamento in Borsa dell'altro asset, muovendosi ai primi acquisti.

Non risultano invece reali i presunti comitati di difesa dell''italianità' del gruppo televisivo e anche l'alleato più accreditato in questa fase per il Biscione, cioè Intesa San Paolo, non sarebbe impegnato in acquisti azionari, quanto piuttosto avrebbe assicurato disponibilità sul fronte del debito, se verranno richieste in questo senso. Perché fra Arcore, con Silvio Berlusconi che ha preso in mano personalmente la vicenda insieme a Fedele Confalonieri, e via Paleocapa a Milano, sede di Fininvest dove agisce una battagliera Marina Berlusconi, si stanno analizzando le prossime mosse.

Per ora non ci si attende la richiesta di convocazione di assemblee da parte di Vivendi, anche perché su questo tavolo i francesi rischiano seriamente di non ottenere nulla. Mediaset non è chiaramente Telecom: per avere nuovi consiglieri Vivendi dovrebbe raggiungere la maggioranza assoluta in due votazioni, una per l'allargamento del consiglio, una successiva per la scelta dei nuovi consiglieri. Molto dura, se non impossibile, con Fininvest quasi al 40% e alleati storici ancora fedeli. Ma si preparano comunque le difese e una delle più praticabili consiste in un aumento di capitale, debitamente preparato con banche amiche pronte a sostenere la spesa.

E' vero che Vivendi ha una capitalizzazione di Borsa quasi cinque volte superiore e una liquidità notevole, si stima in circa due miliardi, ma in cassa aveva quasi sette miliardi solo pochi mesi fa. E qualcuno nel Cda Vivendi pensa di essersi già svenato in Italia, soprattutto dopo aver firmato un contratto vincolante su Mediaset Premium dall'esito giudiziario probabilmente avverso.

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