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CORTE DEI CONTI

Rifiuti, Comuni e Ato coi bilanci in rosso. In Sicilia accumulati debiti per 1,7 miliardi

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PALERMO. Comuni e Ato sono sommersi dai debiti, i costi per garantire la gestione dei rifiuti sono lievitati a dismisura e non riescono a essere coperti attraverso la riscossione della tassa sui rifiuti, una fase di emergenza destinata apro trarsi a causa di norme e regole che negli anni si sono sovrapposte creando confusione. Le difficoltà del settore emergono tutte dall'ultima relazione della Corte dei conti sulla finanza locale, distorsioni che richiamano quelle dell'Anac a gennaio.
I debiti accumulati dagli Ato

Il sistema nel suo complesso ha oggi debiti per un miliardo e 789 milioni. Sono le società d'ambito ad avere la fetta più grande di esposizione nei confronti di banche e fornitori: la certificazione aggiornata al 20 aprile di quest'anno è di un miliardo e 176 milioni. Debiti che, secondo i magistrati contabili potrebbero essere anche sottostimati: le spese derivanti da contenzioso, ad esempio, sono quantificate in quasi 4 milioni ma il dato mal si sposa con quella che viene definita «enorme mole di contenzioso», soprattutto per quanto riguarda cause di lavoro. La Corte dei conti sottolinea poi che le gestioni commissariali «hanno accumulato un'esposizione debitoria, al 31 marzo 2016, pari a circa 49,13 milioni (cifra che, a dati completi, potrebbe lievitare ad almeno 71 milioni). A tutti questi debiti pertò, c'è da dire, corrispondono importanti crediti vantati dagli Ato, un miliardo e 127 milioni quelli certificati, spesso riconducibili alle somme che i Comuni devono versare alle società. Anche in questo caso sono diversi i contenziosi fra Comuni e Ato.

Le somme anticipate dalla Regione ai Comuni

Le amministrazioni comunali hanno usufruito, negli anni, di diverse anticipazioni da parte della Regione che ad oggi deve recuperare 544,7 milioni. Con non poche difficoltà. Le somme, in alcuni casi, possono essere trattenute dai trasferimenti dovuti dalla Regione ma spesso il debito è superiore.In molti casi poi sono maturati contenziosi con gli enti locali. Debiti che si sono sommati ad altri debiti (da ripianare in dieci anni) fatti per estinguere i primi.
«Il problema - dice il presidente della Regione, Rosario Crocetta - nasce dalle passate gestioni. Non c' è mai stato un accordo chiaro con i Comuni. Gli ultimi anni si è stabilito di trattenere questi soldi dai trasferimenti, prima no. Ma oggi dobbiamo agire con equilibrio, non possiamo determinare il fallimento degli enti locali. Certamente serve un reset del sistema, dobbiamo smettere di fare debiti». Una mole di debiti tale per cui, secondo il vicepresidente dell'Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano «si deve pensare a orizzonti lunghi, trovare forme di dilazione che tengano conto di tutti i debiti maturati dai Comuni. Mi chiedo pert) perché si discuta di una nuova riforma quando ancora quella precedente non è stata attuata. La differenziata? Ben venga ma prevedere campagne affidate in ogni Comune? Meglio che alcuni meccanismi fossero affidati a livello unico regionale».
Le criticità del sistema

Quattordici commissari liquidatori sono stati nominati un anno fa per accompagnare il passaggio dagli Ato alle Srr, previsto dalla legge. Il sistema ha dato vita ad una «gestione liquidatoria unitaria» accentrata all'assessorato dell'Economia e coordinata dal Dipartimento Rifiuti. Negli Ato si sono trovati insieme commissari straordinarie commissari liquidatori, una «convivenza» che secondo la Corte «non sembra aver garantito adeguatamente la transizione» anzi ci sarebbero stati «rapporti spesso conflittuali».

Questo si aggiunge a norme e regole «non sempre lineare e di facile attuazione» che hanno generato contenziosi.
Peri magistrati tutte  le incongruenze del sistema hanno determinato il protrarsi dell' emergenza con «una lievitazione smisurata dei costi che, se ha portato a lucrosi introiti a pochi gestori privati dei siti di discarica, ha al contempo incrementato a dismisura l' esborso pubblico e il debito connesso». Con gravi ripercussioni sia per i bilanci dei Comuni che della Regione.

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