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Addio a posto fisso e scatti d'anzianità nel pubblico impiego

ROMA. Addio al posto fisso e agli scatti di anzianità automatici: sono le novità previste dal nuovo testo unico del pubblico impiego. Vengono meno così due dei pilastri che da sempre davano solidità a chi lavora nelle pubbliche amministrazioni.

Come riporta un articolo del Corriere della sera, la bozza del nuovo testo unico prevede che tutti gli enti pubblici comunichino al  ministero le «eccedenze di personale» rispetto alle «esigenze funzionali o alla situazione finanziaria». «Le eccedenze - spiega il Corriere - possono essere subito spostate in un altro ufficio, nel raggio di 50 chilometri da quello di provenienza con la mobilità obbligatoria. Altrimenti vengono messe in «disponibilità»: non lavorano e prendono l’80% dello stipendio con relativi contributi per la pensione. Ma se entro due anni non riescono a trovare un altro posto potranno addirittura essere licenziati.

Ma crolla anche l'altro avamposto dei dipendenti pubblici: gli scatti automatici per anzianità. Annualmente, gli impiegati saranno valutati dai loro dirigenti sulla base degli obiettivi raggiunti e in relazione ai "voti" ottenuti verranno loro assegnati degli aumenti nelle retribuzioni.

Intanto previsti anche lo  stop alle assunzioni e il procedimento disciplinare per il dirigente.

E poi ancora, l’obbligo della conoscenza dell’inglese come requisito per i concorsi pubblici e la visita fiscale automatica per le assenze fatte di venerdì e nei prefestivi. Così pure il buono pasto uguale per tutti: sette euro al giorno.

© Riproduzione riservata

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