Mercoledì, 25 Novembre 2020
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Finanziaria, tagli per 22 milioni a enti
e associazioni: ecco chi resta a secco

PALERMO. L'Ars ha approvato la norma della finanziaria (art.22) per i contributi a enti, fondazioni, associazioni, con l'allegato 1 per 311 mln di euro. Rispetto all'anno scorso, i contributi sono stati tagliati di circa 22 milioni di euro.

"Se è possibile vorrei chiudere la finanziaria questa sera", ha detto il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, durante la discussione sull'articolo 22.

Nell'elenco di enti, fondazioni, associazioni e istituzioni dell'allegato 1 della norma (art.22) sui contributi c'è chi rimane a secco, rispetto a quanto aveva ricevuto l'anno scorso. Nessun finanziamento per Consorzi di garanzia fidi per il concorso agli interessi delle operazioni finanziarie (persi 645 mila euro), il centro di formazione per la polizia municipale (30 mila euro), per il buono scuola (l'anno scorso 1 mln), per i centri si recupero e primo soccorso della fauna selvatica (era 70 mila euro), per le spese di istituzione di parchi regionali e riserve naturali (60 mila euro nel 2015).

I SINDACATI. "Tutte le questioni aperte, dalla finanziaria alla gestione dei fondi europei, confermano che in Sicilia manca un'azione di governo improntata a una visione di insieme per una strategia tale da dare risposta ai problemi sul piano economico, sociale e occupazionale": lo dicono in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Sicilia Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone. Oggi i sindacati hanno disertato, assieme alle associazioni datoriali, la riunione del comitato di sorveglianza per rimarcare la loro richiesta di inversione di rotta.

"Di certo - sostengono Pagliaro, Milazzo e Barone - i tavoli di concertazione, convocati all'ultimo minuto sono un rito inutile. Occorre confrontarsi su progetti reali e non perdere altro tempo prezioso". I sindacati rilevano che "le risorse europee, vista la situazione disastrosa del bilancio regionale, sono le uniche disponibili per dare alla nostra isola sviluppo e lavoro. Noi chiediamo alla Regione - sottolineano - di rimettere in discussione la gestione di questi fondi".

I segretari di Cgil, Cisl e Uil alzano dunque il tiro mandando a dire a Crocetta che "senza il dialogo con le parti sociali è dimostrato che non si va da nessuna parte. Il governo continua a non darci risposta neanche alle richieste di incontro - sottolineano Pagliaro, Milazzo e Barone - e continua ad arrancare sui problemi mettendo pezze qua e là nel tentativo di fare quadrare i conti ma senza dare nessun concreto segnale di cambiamento, mentre le riforme non fatte stanno portando all'implosione di interi settori - bastino per tutti gli esempi della formazione professionale e delle ex province - con conseguenze che sarà poi difficile arginare e alla questione del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, fondamentale nella situazione data, si continua a non dare risposta".

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