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Fecondazione assistita in Sicilia,
il business dei viaggi al Nord

Le associazioni: la Regione non utilizza 4 milioni, così aumentano le trasferte e alla fine si spende di più per rimborsare i pazienti. L’assessore: presto una soluzione

PALERMO. La Regione tiene nei cassetti da 4 anni 3 milioni e 800 mila euro che alleggerirebbero le spese delle famiglie per la fecondazione assistita ma è poi costretta a rimborsare alle altre Regioni i costi sostenuti per assistere i siciliani che si recano al Nord nel tentativo di avere figli. E così l’esborso per le casse pubbliche isolane finisce quasi per raddoppiare ogni anno.

Scoppia un nuovo caso nella sanità siciliana, finito in un ricorso che alcune associazioni di pazienti hanno presentato alla Corte dei Conti. «Il punto è - spiega Mario Gambera, presidente dell’associazione Hera - che la Sicilia non ha mai applicato una serie di decreti che dal 2012 avrebbero regolato i contributi».

L’assessore alla Sanità, Baldo Gucciardi, ammette che «bisogna fare qualche approfondimento sulla mobilità verso altre Regioni. Mi chiedo, per esempio, come sia possibile registrarla e stiamo facendo delle verifiche». Dal 2012 a oggi, malgrado in Sicilia ogni anno 5 mila coppie ricorrano alla Fivet, ben sei decreti e vari finanziamenti sono rimasti lettera morta.

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