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Stop uffici inutili, rinforzi per fondi Ue
Regione, la riforma dei dipartimenti

Il piano del governo taglia 600 poltrone e cala la scure sulle strutture periferiche: risparmio di 12 milioni all’anno

PALERMO. Il piano è pronto, già sul tavolo di Crocetta. Prevede il taglio di 600 uffici e altrettante postazioni dirigenziali con un risparmio che, a regime, sarà di circa 12 milioni all’anno. Così il governo ha messo in atto uno degli articoli chiave della Finanziaria 2015, quello con cui viene riscritta la mappa della burocrazia regionale riducendo del 30% le attuali poltrone.

Gli uffici che scompaiono. Per arrivare al risultato Patrizia Monterosso, segretario generale di Palazzo d’Orleans, e il capo del Personale Luciana Giammanco hanno ottenuto da tutti i dirigenti generali la radiografia degli uffici inutili. Viene fuori che l’amministrazione 2.0 avrà una fisionomia unica per ogni assessorato: ci saranno più uffici che si occuperanno di fondi europei (l’unica vera valvola di ossigeno della Regione) e ci sarà un potenziamento delle strutture che si occupano di controlli di gestione (sulla falsariga di quanto già accade a Palazzo d’Orleans) e adempimenti relativi alle norme anticorruzione. Il piano prevede soprattutto di sfoltire gli uffici periferici accorpando anche tre strutture analoghe se si trovano oggi in un raggio di 50 km.

I numeri. Dal punto di vista pratica, il piano «colpisce» le strutture intermedie: unità operative, aree e servizi. In questa chiave, il dipartimento Acqua e rifiuti scenderà dagli attuali 55 uffici a 33, il Bilancio da 76 a 40, i Beni culturali da 296 a 207, il Lavoro da 149 a 105, le Infrastrutture da 104 a 73 e il dipartimento Tecnico da 209 a 159. All’Ambiente si scende da 55 a 36 postazioni dirigenziali e al Corpo forestale da 112 a 67.

 

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