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Debiti alle imprese, i Comuni: impossibile rispettare le scadenze

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La paralisi mette a rischio anche i nuovi fondi in arrivo da Roma. Imprenditori all’attacco: apparato burocratico incapace

PALERMO. L’associazione dei sindaci allarga le braccia: «Troppe incombenze, è quasi impossibile rispettare l’obbligo di tenere aggiornate le banche dati dei debiti verso le imprese». Malgrado i recenti finanziamenti statali rischiano di bloccarsi di nuovo i pagamenti ai fornitori delle amministrazioni pubbliche.

E di fronte alla paralisi del sistema finanziario locale, le associazioni imprenditoriali vanno all’attacco «per evitare di dover questuare dietro la porta di questo o quel funzionario». Il caso è stato riaperto dalla notizia che Roma ha messo sul piatto altri 850 milioni che vanno divisi fra tutti i Comuni italiani per saldare i debiti verso i fornitori maturati entro fine 2014.

Il problema è che - come ha segnalato il centro studi di Confindustria - il 59% degli enti locali isolani non ha rispetta l’obbligo di certificare on line i debiti. E ciò rende difficile per i sindaci ottenere i fondi dallo Stato e, soprattutto, fa sì che sia impossibile per le imprese ottenere anticipazioni bancarie. Di più, il termine per pagare le imprese dovrebbe essere di 30 giorni ma la quasi totalità dei Comuni siciliani si attesta fra i 90 e i 360 giorni.

La bacheca virtuale in cui inserire i dati sui debiti andrebbe aggiornata dai segretari generali e pubblicata sul sito internet di ogni Comune. Da qui l’appello che ieri 14 associazioni di categoria hanno rivolto agli enti locali. Secondo Confartigianato Imprese Sicilia, Confindustria, Cna, Casartigiani, Claai, Legacoop, Confcooperative, Agci, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Confap, Confcommercio e Confesercenti «la funzione dei segretari generali è fondamentale per garantire trasparenza nell’amministrazione degli enti locali ed evitare così il presentarsi di fenomeni corruttivi.

Le imprese confidano nella loro collaborazione affinché ne tragga vantaggio l'economia reale».

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