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Mobilità dei regionali, varata la direttiva
Ma non c’è ancora l’intesa coi sindacati

Parametri oggettivi per spostare il personale da un ufficio all’altro. Ma sarà braccio di ferro sulla distanza

PALERMO. Ora c’è la direttiva dell’assessorato e tocca ad Aran e sindacati scrivere l’ultimo atto della trattativa che porterà a introdurre la mobilità obbligatoria alla Regione. Si inizia oggi e il governo chiede di chiudere in «tempi brevissimi»: una eventuale melina lascerebbe spazio a un provvedimento d’imperio della giunta.

L’assessore Giovanni Pistorio ha fissato i criteri che devono essere alla base dei trasferimenti. Una volta mandato in soffitta l’atto di interpello si procederà «individuando il personale idoneo per categoria, qualificazione ed esperienza professionale». Significa che quando un dipartimento segnalerà alla Funzione pubblica l’esigenza di avere più dipendenti, l’assessorato potrà scegliere all’interno della platea dei 20 mila regionali chi e quando trasferire rispettando questi tre parametri.

Restano da definire quelli che Pistorio chiama «i criteri oggettivi di assegnazione»: sindacati e Aran devono scrivere le regole pratiche con cui la Funzione pubblica può eseguire questi passaggi. Per esempio, devono individuare quando privilegiare il criterio dell’anzianità piuttosto che quello della qualifica o della categoria e così via.

DAL GIORNALE DI SICILIA DEL 10 SETTEMBRE 2015

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