Lunedì, 27 Gennaio 2020
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I DATI

PA, in 9 mesi emesse 2,6 milioni di fatture digitali

Il prossimo 31 marzo la fatturazione elettronica entra a regime. Per quella data tutte le amministrazioni centrali e locali dovranno aver predisposto le strutture e la tecnologia per ricevere dai fornitori la fattura on line. Il cartaceo non sarà più permesso

ROMA. Nei nove mesi dal 6 giugno al 28 febbraio, sono state emesse dalla pubblica amministrazione centrale 2,6 milioni di fatture elettroniche, con uno scarto del 17% dovuto in gran parte a «problemi facilmente risolvibili».

Sono i dati forniti dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nel corso di un'audizione in Commissione Anagrafe tributaria. «Il sistema ha assorbito bene le novità», ha osservato. Inoltre, parlando
del 730 precompilato, ha detto «le istruzioni sono pesanti perchè abbiamo una normativa incredibile» e il sistema fiscale è in Italia «barocco»

Intanto, «il prossimo 31 marzo la fatturazione elettronica entra a regime. Per quella data tutte le amministrazioni centrali e locali dovranno aver predisposto le strutture e la tecnologia per ricevere dai fornitori la fattura on line. Il cartaceo non sarà più permesso». Lo ricorda il ministero dell'Economia sul suo sito (testo rilanciato anche via Twitter).

Il ministero sottolinea che la circolare, appena firmata insieme al dipartimento della P.A, «definisce nel dettaglio tutte le amministrazioni interessate dalla procedura, chiarendo ogni dubbio interpretativo».  Quindi, riepiloga il Mef, «dal 6 giugno 2014 l'obbligo di fatturazione elettronica è scattato per Ministeri - incluse le scuole di ogni ordine e grado -, Agenzie fiscali ed Enti nazionali di previdenza e assistenza sociale». Fra tre settimane, ovvero dal 31 marzo 2015, sottolinea, «si competa il raggio d'azione della fattura elettronica con l'estensione a Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e a tutte le altre amministrazioni centrali».

Rientrano nella lista, precisa, «le amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le istituzioni universitarie, le Camere di Commercio, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, Il Coni, tutti gli enti pubblici non economici compresi gli ordini professionali, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran)».

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