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L'OBIETTIVO

Poste Italiane: quotata in borsa entro il 2015
Nel mirino i dirigenti

L'obiettivo è arrivare in Borsa entro il 2015, mentre va avanti il piano strategico che in cinque anni porterà alla crescita di Poste Italiane con un fatturato verso i 30 miliardi di euro e oltre 3 miliardi di investimenti.

TORINO. L'obiettivo è arrivare in Borsa entro il 2015, mentre va avanti il piano strategico che in cinque anni porterà alla crescita di Poste Italiane con un fatturato verso i 30 miliardi di euro e oltre 3 miliardi di investimenti. L'amministratore delegato Francesco Caio ribadisce i progetti di sviluppo, mentre la Corte dei Conti mette nel mirino l'alto costo dei dirigenti, aumentato nel 2013 del 12% rispetto all'anno precedente. Una crescita dovuta "al significativo incremento sia per le competenze fisse (+4,1%) sia per le competenze accessorie (+18,4%), comprensive dei compensi incentivanti".

Torino è la seconda tappa - dopo quella in Sicilia - del tour di presentazione del piano. Qui Poste Italiane investiranno 50 milioni di euro nel Centro Multiservizi, destinato a diventare uno dei poli tecnologici di eccellenza. Per Caio è anche l'occasione per annunciare che negli uffici postali delle principali città italiane sarà da oggi gratuito il wi-fi: entro giugno saranno coperte 300 agenzie, 900 entro l'anno, la totalità in tre anni. "Vogliamo essere gli architetti di un'Italia più digitale e stiamo lavorando per rendere migliore la vita delle persone", afferma l'amministratore delegato di Poste Italiane, che elogia "gli sforzi del governo per accelerare lo sviluppo della rete in banda larga": "sono più che benvenuti. L'Italia ha bisogno di recuperare il terreno perso, anche perché si tratta di un problema di difficile soluzione".

Caio spiega che l'obiettivo è "chiudere tra marzo e aprile il nuovo contratto di programma" che rivede le regole del servizio universale della corrispondenza. "Con questo accordo la posta ordinaria verrà consegnata fino a 4 giorni dall'invio; quella prioritaria il giorno dopo con un costo del servizio" che giustifica questa celerità. Da alcune indagini effettuate è emerso che per più del 90% dei casi il cittadino chiede certezza di ricezione della posta e non solo velocità". Sul declino della corrispondenza tradizionale pone l'accento anche la Corte dei Conti che sottolinea l'esigenza di "un rilancio dell'area dei servizi postali, con interventi sui segmenti più promettenti quali il servizio di raccolta e consegna dei pacchi". Quanto al progetto di quotazione "l'azionista - ricorda Caio - ha indicato il 2015 come l'anno della privatizzazione. La tempistica resta decisione dell'azionista, noi come management stiamo lavorando in simbiosi con il ministero dell'Economia e delle Finanze. La privatizzazione è uno strumento per dare ai mercati la possibilità di partecipare al nostro piano di crescita". Niente acquisizioni in programma ma "iniziative di crescita organica".

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