
È andato al film Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, con Elio Germano, Toni Servillo, Barbora Bobulova e Antonia Truppo, il premio Carlo Lizzani, assegnato al festival di Venezia da una giuria di esercenti.
«Per aver saputo raccontare - questa la motivazione della giuria - una storia italiana che partendo da fatti reali ha identità e forza narrativa distintive in grado di coinvolgere emotivamente lo spettatore in estrema coerenza con la poetica dei suoi due autori. Un’opera notevole che si avvale di una straordinaria compagnia di attori, di una magistrale fotografia e di una musica in salda sintonia con l’andamento narrativo, elementi che offrono grandi possibilità di incontrare il favore del pubblico».
Elio Germano è Iddu, Matteo Messina Denaro, il superlatitante di mafia arrestato dopo 30 anni a Palermo nel 2023 e morto lo stesso anno pochi mesi dopo. Toni Servillo è Catello, un politico ex sindaco di Castelvetrano, dove il mafioso era nato nel 1962, viscido, ambiguo, ma disposto a tutto per riguadagnare credibilità, rimettersi in gioco, accettando così di lavorare per i servizi segreti, favorendo un carteggio con il figlioccio Iddu per stanarlo.
Liberamente ispirato a fatti accaduti, con personaggi però frutto della fantasia degli autori, perché la realtà è un punto di partenza non una destinazione, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, in concorso alla Mostra del cinema di Venezia con Iddu, in sala dal 10 ottobre con 01, sono due registi resistenti, rigorosi, che dell’indagine, con il loro stile s'intende, sulla Sicilia hanno fatto il centro della loro opera.
Iddu completa una trilogia dopo Salvo e Sicilian Ghost Story e questa volta il loro vissuto è stato una spinta ulteriore per un film, coproduzione Italia-Francia con Indigo Film con Rai Cinema per
l'Italia e Les Films du Losange per la Francia, che, incredibilmente, non ha avuto fondi dal ministero della Cultura, nessun accesso a soldi pubblici.
5 Commenti
anonimopalermitano
07/09/2024 12:16
Il film non ha avuto accesso ai fondi pubblici?!? E come mai?
Filadelfio
07/09/2024 18:29
Semplicemente perchè non li hanno richiesti.
Pietro/rosanero
07/09/2024 15:08
Questi generi di film, trasmette ai giovani, di bassa cultura, messaggi di emulazione dei delinquenti interpreti principali, vedendoli com eroi da copiare ,anche nelle azioni di estrema violenza.
Filadelfio
07/09/2024 18:28
Ma tu il film l'hai visto? Mi pare difficile, a meno che non fossi alla Mostra di Venezia. Ti hanno mai spiegato che giudicare quello che non si conosce è da stupidi?
Fiat 1300
10/09/2024 08:22
Egregio Filadelfio, visto il suo commento mi sorge spontanea una domanda: Ma il film ci racconta di Messina Denaro o di padre Pio? Si stia bene.
gaspare55
07/09/2024 18:35
Film come questo non fanno altro che mettere in evidenza ed esaltare un personaggio che sarebbe meglio dimenticare.
Francesco
10/09/2024 08:01
Quando arrestarono Messina Denaro, un magistrato disse: " speriamo che non ne facciano un film di questo mafioso". E infatti...l'hanno fatto!
Fiat 1300
10/09/2024 08:17
Ennesimo filone cinematografico da sfruttare. Così è se vi pare!