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Il Commissario Montalbano pazzo d'amore: ieri sera l'ultima puntata? Zingaretti non scioglie la riserva

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Luca Zingaretti nei panni del commissario Montalbano

Salvo Montalbano nisciuto completamente pazzo per amore di una collega Antonia della scientifica, in mezzo un'indagine che si consuma in un contesto a lui estraneo il teatro. Il commissario di Vigàta, cittadina fantastica e metaforica della Sicilia è tornato ieri sera sul piccolo schermo (per l'ultima volta?) e lo ha fatto con un nuovo, attesissimo episodio.

Nel cast anche anche Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Antonia Truppo, Angelo Russo, Marina Rocco, con Greta Scarano e con la partecipazione di Sonia Bergamasco. Ma Montalbano-Zingaretti in questo episodio ha rotto tutti gli schemi. Con "Il metodo Catalanotti", nato come sempre dalla penna del compianto Andrea Camilleri e pubblicato da Sellerio (lo scrittore si è spento a Roma il 17 luglio 2019) il commissario vive un vero stravolgimento, sì perché Montalbano si dimostra pronto a cambiare la sua vita per amore, non per la sua eterna fidanzata Livia ma per una giovane collega Antonia che lo fa impazzire d'amore e mettere in dubbio anche "la sua carriera tanto da essere disposto a mollare tutto".

Ma perché parla di stravolgimento in questo episodio? "È vero - dice Zingaretti - la più grande delle novità è la perdita di controllo del commissario travolto dalla passione. Il suo è un mondo legata alla sua terra, ma anche ai riti che sono quasi sempre gli stessi. Non è la prima volta che prende una sbandata lo sappiamo, ma si innamora davvero. Ora per raccontare questo terremoto interiore, abbiamo deciso di cambiare anche il suo tipo di parlare e di conseguenza la recitazione ovvero la mia, per renderlo più realistico, tormentato".

Insomma Montalbano "scende sulla terra". Per raccontare tutto questo occorreva un salto, bisognava marcare la differenza, trovare un dolore nuovo, un coraggio disperato. Penso di poter dire che ci siamo riusciti e di aver fatto, tutti quanti insieme, un gran bel lavoro".

Qui si sovverte tutto, "come se Cappuccetto Rosso andasse a fare una rapina in banca. Così, i duetti con i vari personaggi, sono uno stilema di recitazione che se adottati in un altro film, sarebbero assurdi. Invece qui, c'è una tale unità di intenti che nessuno stona in questo contesto. Questo episodio resterà nella memoria di tutti, forse perché Camilleri presagendo la sua fine ha fatto sì che questo racconto sia una sorta di testamento".

Sarà questo il capitolo finale della serie? Zingaretti non scioglie al momento la riserva: "Non c'è stanchezza su questo personaggio. Io però dico che i morti da due sono diventati tre, oltre a Camilleri e Sironi anche lo scenografo Riccieri, ed erano compagni di squadra. Non è una cosa da poco non trovare più i punti di riferimento. Da una parte c'è la tentazione del voler tornare al timone della barca, per rispetto a queste persone. Dall'altra mi chiedo se Camilleri ci domandasse tutto questo. Quest'anno è stato segnato da tante cose, ma soprattutto il tempo si è fermato con il covid".

E ancora: "Non c'è stato tempo di elaborare il lutto, perché il tempo non è scorso. Io sto in questa sorta di limbo. Vorrei che ci aiutaste a informare il pubblico che Il metodo Catalanotti è l'ultimo inedito".

Il produttore Carlo Degli Esposti è sibillino: "Cosa ne sarà di Montalbano? È passato un anno dalla tempesta perfetta ora è presto. Il covid ci impedisce di tornare sul set con la tranquillità che ci ha contraddistinto in questi anni: ci sarà un momento, passata la pandemia in cui prenderemo una decisione. Per me e per altri Montalbano resta eterno".

Zingaretti sarà il protagonista di nuova produzione Sky Original, "Il re", un prison drama. la serie, in otto episodi diretti da Giuseppe Gagliardi: "Si il primo ciak a marzo - risponde , le riprese si svolgeranno fra Roma, Torino e Trieste. Montalbano è invece da sempre prodotta dalla Palomar di Carlo Degli Esposti con Rai Fiction - che ha festeggiato i vent'uno anni ed è ormai un classico. Oltre un miliardo di spettatori calcolando anche le repliche, numeri da record.

"Montalbano è il testimonial principe non solo della fiction della Rai, ma anche della Rai come tale e dell'italianità", dice Maria Pia Ammirati direttrice di rai Fiction. Fatto sta che Montalbano è un personaggi che negli anni ha saputo imporsi nell'immaginario collettivo nazionale e internazionale. Carmelo Catalanotti è stato assassinato, una pugnalata nel petto, ma quest'ammazzatina, presenta subito qualcosa di strano. Presto Montalbano scopre che la vittima era uno strozzino, benché a suo modo 'equo'. Ma Catalanotti era anzitutto artista di teatro, anima e fondatore della Trinacriarte, compagnia di teatro amatoriale di Vigata. Ma buona parte dei suoi soci sono letteralmente posseduti, quando non addirittura invasati, dalla passione del teatro; e Catalanotti era il guru di cotali adepti, "un guru che sapeva essere geniale, ma anche crudele e sadico".

A complicare questo non facile caso ci si mette l'incorreggibile Mimì Augello (Cesare Bocci), che nel tentativo di sfuggire al marito cornuto della sua ennesima amante, si imbatte con grande sorpresa in un cadavere. Cadavere che, però, con sorpresa ancora maggiore, non riuscirà più a ritrovare.

Inoltre, Luca Zingaretti ha affidato ai social una dedica tenera e sentita agli oltre 9 milioni di
telespettatori che hanno guardato l’ultimo episodio di Montalbano andato in onda ieri sera.

Ecco le parole postate sul suo profilo Instagram:

"È stato bello ieri per me, devastato dalla nostalgia, riguardarmi «Il metodo Catalanotti». Ho risentito gli odori delle spiagge siciliane, ne ho assaporato i colori, ho gustato la dolcezza di quei nostri luoghi. È stato bello per me commuovermi ed emozionarmi, intenerirmi e sorridere per le debolezze dei nostri amici, per i loro difetti, per le loro vicende, per le loro vigliaccherie e per i loro
amori così semplicemente autentici e umani. Ma ancora di più è stato bello scoprire che ieri eravamo come al solito, ma più del solito, in tantissimi. Un risultato così significa «condivisione». Significa «ritrovarsi», significa un popolo che quando viene chiamato a raccolta risponde compatto, con amore. E di questi tempi non è tanto, è tutto. Oggi non vi voglio dire grazie, voglio solo dire «evviva!». Gioire insieme a voi di questo senso di appartenenza e festeggiarlo perché siamo una cosa sola. E perché noi siamo «quelli di Montalbano»".

© Riproduzione riservata

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