Lunedì, 21 Settembre 2020
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IL CASO

Mulan, Disney ringrazia la Cina per le riprese: scoppia la polemica con gli Stati Uniti

Mulan al centro di una controversia tra gli Stati Uniti e la Cina. A fare scoppiare la scintilla della discordia, i ringraziamenti della Disney alla Cina per le riprese della produzione cinematografica del momento.

Mulan è uscito lo scorso fine settimana sulla piattaforma in streaming Disney+ ed è stato girato in circa venti location della Cina, tra cui il deserto di Mingsha Shan e la valle di Tuyuk ad est di Turpan dove ci sono diversi campi di internamento.

Le critiche per il film sono andate quindi ben oltre l’aspetto cinematografico. Il ringraziamento alla Cina, che secondo le stime ha rinchiuso oltre un milione di Uiguri nei campi di internamento, è stato visto come uno scandalo, con la Disney che implicitamente implementa le politiche di genocidio.

In particolare nei titoli di coda si ringraziano sei agenzie governative cinesi operanti nello Xinjiang, regione dove il governo ha creato dei campi di internamento, anche se ufficialmente chiamati 'Centri di istruzione e formazione professionale' con lo scopo di 'rieducare' forzatamente la popolazione degli uiguri, una etnia turcofona di religione islamica.

Pechino è accusata di portare avanti una campagna di violazione dei diritti umani eseguita attraverso detenzioni di massa, scomparse, lavoro forzato, sterilizzazioni forzate nonché la distruzione del patrimonio Uiguri.

«Può solo andar peggio - si legge su Twitter -. Ora quando guardate Mulan, non solo chiudete gli occhi di fronte alla brutalità della polizia e l’ingiustizia razziale (in riferimento alle posizioni pro-Cina di alcuni attori, ndr) ma siete anche potenzialmente complici dell’incarcerazione di massa degli Uiguri. #boycottMulan».

«Questo film - ha spiegato Tahir Imin, attivista uiguro che vive a Washington - è stato realizzato con l'assistenza della polizia cinese mentre allo stesso tempo questa stessa polizia commetteva crimini contro la popolazione uiguri a Turpan».

Ma quello che può essere ribattezzato un Mulan-gate ha anche un altro precedente ossia le dichiarazioni di Liu Yifei, l'attrice cinema che interpreta il ruolo della protagonista Mulan, a sostegno della brutalità della polizia a Hong Kong durante le proteste a favore della democrazia. La scorsa estate Liu, che ha anche cittadinanza americana, aveva condiviso su Weibo, un sito di microblogging cinese, un’immagine originariamente pubblicata da Peoplès Daily (Quotidiano del Popolo) in cui si leggeva, «Sostengo la polizia di Hong Kong, ora potete anche pestarmi» e in inglese la Liu aveva aggiunto, "Che vergogna per Hong Kong».

Immediatamente i diversi gruppi di attivisti hanno chiesto di boicottare il film. All’appello da Hong Kong si sono aggiunti anche Taiwan e la Tailandia.

© Riproduzione riservata

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