Mercoledì, 27 Maggio 2020
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L'ADDIO

Eleonora Abbagnato ballerina in pensione: l’ultima volta all’Opera di Parigi

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Eleonora Abbagnato lascia l'Opera di Parigi

«Non riuscirei mai a rappresentare “Il lago dei cigni” tutta la vita. Sai che noia”. Detto tanti anni fa, fatto ieri. Perché da ieri Eleonora Abbagnato, 41 anni, è una ballerina in pensione, con un anno di anticipo su quella che è la regola per le ballerine. Una star della danza che, scivolando lungo la china degli anni, sente il corpo leggero e giovane ma non corroso dall'ansia di continuare a danzare: forse perché la danza è immagine massima di leggiadria e giovinezza, o forse perché può apparire incongruente affrontare per la millesima volta a oltre quarant'anni l'adolescente Giulietta.

Quindi addio. Addio a una vita sulle punte, ai massaggi, alle sedute dal podologo e dall'osteopata. A sudore e fatica. Con i muscoli sempre guizzanti e i capelli stretti nello chignon che tira. Addio ad allenamenti sempre e dovunque. Alla continua corsa contro il tempo tiranno: tacco e punta, punta e tacco, arabesque e passé sino alla nausea. Dieci ore ogni giorno, e di notte di piroette sono impastati i suoi sogni. Eleonora è la prima italiana prima ballerina all'Opéra di Parigi, notoriamente chiusa a «infiltrazioni» straniere.

Ha ballato ieri «Le Parc» di Angelin Preljocaj - un gioco amoroso di seduzione e innamoramento sulle musiche di Mozart - al Palais Garnier di Parigi, e lì in quel leggendario tempio del balletto, l'hanno raggiunta i suoi partner storici, da Nicolas Le Riche a Benjamin Pech e Manuel Legris per aiutarla a raccontare 28 anni in tutù. E in una Parigi preda di uno sciopero nazionale, si sono arrampicati diversi pullman dalla Sicilia. Perché sono in tanti a non voler perdere l'ultima tappa di un percorso in punta di piedi cominciato quando Eleonora era ancora piccolissima, a Palermo, dove frequentava la scuola di ballo sopra il negozio della madre, quella di Marisa Benassai. La sala col parquet scricchiolante aveva l'inconfondibile odore di pece, che ritroverà nei più grandi teatri del mondo.

Sempre lei, ostinata, ribelle, decisa, una macchina travestita da angelo biondo in grado di bruciare le tappe, vincere concorsi. E dagli spettacoli casalinghi con i fratelli convocati a far da spettatori, dalle amiche sedute sulle caviglie per farsi venire il collo del piede da vera ballerina, a soli dodici anni compie il grande salto verso la scuola di Montecarlo, a studiare da Marika Bresobrasova: primo spettacolo importante, «La Bella addormentata» di Roland Petit, proprio al Teatro Massimo di Palermo. Poi la scuola di Cannes e, finalmente, Parigi, dopo un'audizione con Claude Bessy, direttrice dell'Accademia dell'Opéra.

All'inizio è durissima: mai fatto shopping, mai andata in discoteca, mai avuto un flirt, mica facile confrontarsi con le le ragazzine francesi, bellissime e bravissime. Ma ancora una volta la sua determinazione vince, anche sulla nostalgia di casa. Eleonora cresce, affronta esami, entra nel corpo di ballo del teatro, lavora con grandi coreografi, diventa prima ballerina. La danza è la sua pelle, Palermo, la famiglia, gli amici siciliani, il suo cuore. Colori nordici, intensità siciliana, charme francese e il mix di questa siciliana ma normanna, bionda ma passionale, è servito e lo notano tutti.

Tanti incontri le cambiano la vita. Quello con Pina Bausch, l'inventrice del teatro-danza, è uno di questi: con lei, a diciotto anni, diventa Elettra. Tra un balletto e una tournée la Abbagnato ha trovato negli anni il modo di strizzare l'occhio al mondo dello show business. A undici anni, scoperta da Pippo Baudo, ballava in televisione con Raffaele Paganini. Ogni tanto si divertiva a fare la modella per fotografie di moda e ha anche posato per Karl Lagerfeld, è stata la protagonista di un video con Vasco Rossi e non ha disdegnato una parte nel film di Ficarra e Picone, «Il 7 e l'8», ha calpestato il Teatro Ariston di Sanremo durante il Festival.

Dopo la fatica, l'ultima, di ieri, e la consegna del titolo di «Ufficiale dell'Ordine delle arti e delle lettere», una grande festa firmata Dior, organizzata come fosse un matrimonio, ha visto schierati la famiglia e gli amici, i coreografi, gli assistenti, le altre étoile, i partner. In prima fila il marito Federico Balzaretti, assieme ai loro quattro figli, Julia e Gabriel, Lucrezia e Ginevra, queste ultime nate da una precedente relazione dell'ex calciatore. Da oggi Ele è un'ex. Ma, scegliendo «Le Parc», ha salutato con il bacio più lungo della storia della danza contemporanea.

 

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