Martedì, 17 Settembre 2019
"IL DONO DELLA LUNA"

Mostra del Cinema, il palermitano Cadili nel film sulle vittime di mafia

‘Dream Age - L’Età del sogno’ di Giuseppe Carrieri; ‘Il dono della Luna’ di Gianni Vukaj e ‘Miguel Magnara’ di Riccardo Denaro. Sono le tre nuove produzioni di Tv2000Factory, la fabbrica del racconto dell’emittente Cei, presentate alla 76esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia presso lo spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo – FEdS.

Si tratta di tre produzioni originali su temi diversi ma tutte in un percorso di senso e nella linea valoriale dell'emittente: le speranze e i desideri dei giovani in Paesi e culture diverse; la lotta alla mafia e le ferite permanenti con cui le famiglie delle vittime sono costrette a convivere; la storia di un giovane nobile spagnolo che da ricco insoddisfatto s’innamora di Dio morendo in odore di santità.

"La mafia è ‘un’ invenzione dell’uomo e solo l’uomo può sconfiggerla’. Siamo partiti da qui con Beatrice Bernacchi autrice insieme a me di questo docufilm – ha spiegato Gianni Vukaj, regista de 'Il dono della luna' - convinti che la mafia si combatte prima di tutto cambiando la mentalità mafiosa nella vita di tutti i giorni di ognuno di noi".

‘Il dono della Luna’ è un docufilm di 75 minuti, tre capitoli, tre storie di vita quotidiana di famiglie italiane che hanno perso un caro per mano della mafia. Antonio Cadili, un bambino palermitano di 8 anni che ama gli eroi, le storie epiche dei cavalieri, colleziona pupi e cita a memoria l’Orlando Furioso - tenendo in braccio Astolfo il suo pupo preferito, introduce le vite dei protagonisti: Patrizia Nencioni, Teresa Fiume (Stage dei Gergofili - Firenze 1993) e Fiammetta Borsellino (figlia di Paolo e Agnese Borsellino, mamma di Futura e Felìcita), Arcangela e Marianna, vedove dei due fratelli Luciani morti a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017”.

E’ il piccolo Antonio il cantastorie che introduce nella vita quotidiana di tre famiglie ferite per mano della mafia. Tra queste quella di Paolo Borsellino attraverso un’intensa testimonianza di Fiammetta la figlia del giudice ucciso dalla mafia a Palermo in via d’Amelio il 19 luglio 1992.

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