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IL REGISTA HORROR

Dario Argento: "Oggi il cinema italiano è mediocre"

BARI. Una cosa è certa Dario Argento, classe 1940, riempie i teatri di un pubblico giovane, un pubblico di veri fan che sanno tutto dei suoi film, di ogni sequenza.

È successo anche a Bari al Bif dove il maestro dell’horror ha tenuto al Petruzzelli una master class. Tanti ricordi e progetti da realizzare per l’autore di Suspiria, ma anche qualcosa da dire sull'attuale crisi del cinema italiano:

«Se il cinema italiano va male è colpa degli autori, ha perso attrazione per il pubblico, escono per la maggior parte in sala film mediocri, tranne qualche rara eccezione, bisogna cercare presto nuove strade».

E l’horror oggi?

«Mi piacciono i film orientali, sud coreani, giapponesi, quelli di Hong Kong, messicani, argentini brasiliani, perché sono capaci di toccare la psiche molto più di quelli americani, in loro c'è psicologia.

Ecco, per voci, alcuni dei temi toccati dal maestro del brivido.

SUSPIRIA É il mio film più conosciuto all’estero, in Italia invece è Profondo rosso forse perché più legato a certi vizi italiani, in Suspiria invece c'è la pazzia. In Giappone, la prima fu fatta in uno stadio con un successo clamoroso.

GLI INIZI - Figlio di un produttore e una fotografa, ho fatto prima il giornalista a Paese Sera e poi il critico, avevo solo 21 anni. Bisticciavo però con il direttore perché non condivideva le mie critiche. Il fatto è che non mi piaceva il cinema d’impegno.

MIA MADRE Era una fotografa specializzata in ritratti di attrici. Qualche voltapassavo a trovarla nel suo studio. C'erano sempre donne bellissime che si truccavano, si pettinavano, si spogliavano completamente davanti a me, per loro ero un pupazzo, un bambolotto. Non potevano immaginare quanto invece mi turbasse la vista di quei corpi bellissimi. Va detto che tutte queste donne, le donne in genere, hanno avuto una forte influenza su di me, non a caso i ruoli più importanti nei miei lavori sono assegnati a figure femminili.

QUANDO MUSANTE MI VOLEVA PICCHIARE Tony Musante dal primo momento che me lo sono ritrovato sul set de L’uccello dalle piume di cristallo ha cominciato a litigare con me. Sapeva che ero un debuttante e voleva fare tutto lui, fare lui la regia. Per me era un incubo ogni mattina andare sul set. Siamo arrivati al punto che, a fine riprese, mi odiava a tal punto che, prima di partire, gli venne la voglia di picchiarmi. Venne con la moglie a casa mia e cominciò a bussare e a dare calci alla porta. Dopo mezz'oretta per fortuna se ne andò.

CLARA CALAMAI Andai dalla Calamai per chiederle di entrare a far parte del cast di Profondo rosso perché volevo una vecchia attrice del cinema italiano che avesse anche un modo di recitare 'anticò. Andai a casa sua e su un tavolo c'era una bottiglia di vodka al peperoncino. E lei ogni tanto, buttava giù bicchierini su bicchierini. Era ubriacona la Calamai.

I MIEI IDOLI Fritz Lang e il cinema espressionista tedesco, quello danese, sicuramente Murnau e, da giovane, Ingmar Bergman. E non posso dimenticare Hitchcock , era il mio mentore , il padre. Faceva dei film grandiosi. Ma su tutti c'è sicuramente Freud, peccato che non posso citarlo come regista.

PROGETTI La serie tv Suspiria con Cattleya nella Londra del 1840 in 12 episodi io ne faro un paio, ma manca ancora il protagonista mentre per il progetto cinematografico con Iggy Pop, The Sandman i produttori non fanno altro che litigare, non si mettono d’accordo.

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