Giovedì, 21 Gennaio 2021
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Dario Fo: ci vorrebbe un pazzo per fare la rivoluzione

ROMA. È stato un giovane re matto, Cristiano VII, «a fare la prima rivoluzione senza morti». Lo dice Dario Fo che racconta la sua storia, tra eventi tragici e grotteschi nella Scandinavia del Settecento, nel suo nuovo romanzo storico: 'C'è un re pazzo in Danimarca', in libreria da oggi per Chiarelettere accompagnato da illustrazioni disegnate e dipinte dal premio Nobel con la collaborazione dei ragazzi della sua bottega. «Cristiano VII ha fatto la rivoluzione vera e propria senza vittime, senza ghigliottina parecchi anni prima di quella francese. È riuscito a togliere la pena di morte, ha ridato la libertà ai servi della gleba e promosso cultura e istruzione» spiega Fo. Di pazzi così «ce ne vorrebbero anche oggi, ma purtroppo in politica non esistono perchè la follia è per se stessa andare contro l'ovvietà, la banalità, il risaputo e la tradizione di far pagare tutto a chi non si sottomette alle regole» spiega Fo che parla anche dell'elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

«In questo momento quello che è ovvio è che non sanno neppure loro dove andare. Stanno giocando a carte coperte» dice e aggiunge: «Berlusconi è più forte oggi di quando è andato al potere con le elezioni. È stato salvato ed ha in mano più potere perchè è determinante».  Il libro, nato da un'idea di Jacopo Fo, è basato su un'ampia ricerca e documentazione anche inedita e arriva dopo il successo de 'La figlia del papa' che ha avuto otto edizioni, in aprile uscirà in Francia per Grasset, è stato comprato in 11 paesi tra cui la Cina ed è diventato uno spettacolo come accadrà per 'C'è un re pazzo in Danimarca'. «Jacopo ha trovato fonti importanti su testi inglesi e dalla Francia, anche inediti. Con difficoltà - dice Fo - siamo riusciti a ricostruire questa storia. Abbiamo inventato soltanto alcuni dialoghi che mancavano per arrivare ad un punto del racconto» che si sviluppa attraverso i diari segreti dei suoi protagonisti.

«Abbiamo anche scoperto che Cristiano VII e suo figlio Federico non sono ricordati con grande piacere dalla popolazione attuale del loro paese» racconta ancora Fo.  Storia che intreccia ideali politici, passione amorosa e lotta per il potere nel secolo dei Lumi, dove la follia di un giovane re si unisce alla complicità della moglie Carolina Matilde di Hannover, sposa a 15 anni, del suo amante, il medico rivoluzionario Johann Friedrick Struensee e del figlio del sovrano, Federico, è una favola a tinte forti. Un colpo di Stato
messo in atto dalla regina madre, Giuliana Maria, una matrigna simile a quella delle favole, e dalla corte non fermerà il sogno della rivoluzione. «Il medico viene fatto a pezzi insieme ad un suo collaboratore e la principessa sarà mandata in esilio, ma Federico porterà avanti le riforme del padre. E quando i responsabili saranno presi lui non accetterà che venga ammazzato nessuno» spiega Fo che sta lavorando anche per la messa in onda «su Rai5, dal 22 febbraio in prima serata, il lunedì - come annuncia - di dieci spettacoli realizzati negli anni, anche con Franca Rame che recita.

Alcuni sono inediti come 'Pablo Desnudo' dedicato a Picasso, del quale c'è il coraggio di parlare anche male, con cui si apre il progetto». E, nel frattempo «stiamo facendo prove di lettura per la messa in scena di 'C'è un re pazzo in Danimarca'. È cammin facendo - conclude - che vengono le idee».

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